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Finale, cemento depotenziato, scuola antisismica ma... 

Il perito del tribunale ha depositato la relazione che sarà valutata lunedì Calcestruzzo inferiore al progetto, però “sicuro” anche se un campione scadente

FINALE. Mesi di test, prove, carotaggi e analisi in laboratorio. E alla fine il perito del tribunale di Modena, incaricato di verificare l’effettiva qualità del calcestruzzo utilizzato per le scuole medie di Finale, ha depositato la propria valutazione. Che è a luci e ombre: il materiale utilizzato è sotto il livello di quello previsto dal progetto, messo a bando dal Comune e seguito attentamente anche dalla Regione. Eppure il prodotto è comunque nella forbice che può permettere, con alcuni ...

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FINALE. Mesi di test, prove, carotaggi e analisi in laboratorio. E alla fine il perito del tribunale di Modena, incaricato di verificare l’effettiva qualità del calcestruzzo utilizzato per le scuole medie di Finale, ha depositato la propria valutazione. Che è a luci e ombre: il materiale utilizzato è sotto il livello di quello previsto dal progetto, messo a bando dal Comune e seguito attentamente anche dalla Regione. Eppure il prodotto è comunque nella forbice che può permettere, con alcuni accorgimenti, l’antisismicità della struttura. Ma il perito non si è potuto esimere dall’annotare come quantomeno un carotaggio sia nettamente inferiore alla soglia minima, tanto che le analisi effettuate all’università Federico II di Napoli hanno evidenziato la criticità. Di fatto l’impresa esecutrice dei lavori avrebbe pagato a prezzo pieno un calcestruzzo di livello inferiore e se non fosse arrivata l’indagine della Procura di Modena avrebbe comunque incassato i soldi previsti sulla carta nonostante la qualità depotenziata e priva di additivi, come emerge dagli atti dell’inchiesta coordinata dalla pm Claudia Ferretti.

Di tutto ciò se ne parlerà comunque lunedì in tribunale quando il gip Eleonora Pirillo ha convocato l’udienza per l’incidente probatorio. Bisognerà decidere se “liberare” la scuola e autorizzarne l’uso oppure mantenerla vuota.

In parallelo sta procedendo un’analisi analoga a livello civile, avviata da A&C che ritiene di aver costruito nel “miglior modo possibile” la scuola media. L’azienda mirandolese vuole infatti sapere se la struttura è sicura o meno e per tale motivo è stato nominato un altro perito che ha ottenuto 120 giorni di tempo per le proprie valutazioni. Ovvio ipotizzare come, anche per questioni di economicità, i risultati dell’incidente probatorio possano divenire la base su cui effettuare le valutazioni civili. Ed è su questo fronte che l’amministrazione comunale, come detto in Consiglio dal sindaco Sandro Palazzi, si è concentrata particolarmente. Rappresentato dall’avvocato Barbara Bellentani della Provincia, il Comune mira a far effettuare e pagare ad altri i lavori di messa totale in sicurezza dell’istituto “Frassoni”.

Procederà invece in parallelo il percorso penale in parte (i capannoni privati) già inviato a Piacenza che diventerà il tribunale competente e in parte ancora a Modena, almeno fino alla conclusione dell’incidente probatorio. La truffa ai danni dello Stato - soldi incassati con la ricostruzione a fronte di calcestruzzo di livello più basso - appare sempre più evidente agli investigatori, che però si stanno dedicando soprattutto a delineare l’associazione a delinquere di cui sono accusati i vertici di Betonrossi, impresa piacentina che ha fornito il calcestruzzo, e che erano tutti informati dei limiti della partita utilizzata nel cantiere di Finale.