Quotidiani locali

Bomporto, «Alluvione: che fine ha fatto l’arginello?» 

I firmatari della proposta per proteggere il centro: «Non siamo presi in considerazione»

BOMPORTO. Non si arrendono i cittadini che, da ormai oltre un anno, hanno chiesto ufficialmente al presidente della Regione Stefano Bonaccini e alle autorità competenti la creazione di un “arginello” che protegga il centro di Bomporto da possibili alluvioni. Il cuore del paese è una zona fortemente a rischio, come si è visto dai danni provocati dall’inondazione del 2014. Per questo, i cittadini hanno chiesto con vigore, tramite una raccolta firme presentata durante un incontro pubblico, che venisse presa in considerazione la creazione di un argine che protegga il centro.

I residenti di Bomporto chiedono un nuovo incontro con gli amministratori locali e provinciali per capire se esiste l’intenzione reale di edificare l’arginello, che proteggerebbe la chiesa, il Municipio, il centro sanitario, la posta, il cimitero, le banche e le attività professionali. «A oggi, da parte delle pubbliche autorità e amministrazioni locali, presidente della Provincia e sindaci di Bomporto e Bastiglia - scrivono i sottoscrittori della petizione - nonostante gli impegni presi in assemblea pubblica al Teatro comunale di Bomporto, non è stata data nessuna risposta alla cittadinanza per la salvaguardia del nostro paese. Ricordiamo che le alluvioni che hanno coinvolto Bomporto il 4 novembre 1966, il 20 settembre 1973 e il 20 gennaio 2014, con l’acqua che ha toccato un’altezza oscillante fra i 100 e i 150 centimetri, come chiaramente si evince dalle targhe in marmo affisse all’ingresso
della chiesa a futura memoria, sono durate una settimana. Per fare defluire l’acqua si è dovuto tagliare l’argine destro del canale Naviglio con notevole impegno di mezzi. Chiediamo con urgenza un incontro con i pubblici amministratori per capire il destino riservato al nostro futuro».

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