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Cade sugli scogli, nonantolano muore davanti ai figli 

Nonantola. Tragedia in spiaggia a Porto Cesareo. Antonio Cocciolo, 30 anni, da Nonantola si era trasferito con la famiglia nel Salento

NONANTOLA. La vita di Antonio Cocciolo si è spenta a 30 anni in una perla affacciata sul Mar Ionio, la scogliera di Scalo di Furno, a Porto Cesareo in provincia di Lecce.

È qui, in questa striscia di roccia che divide due bellissime spiagge, che Antonio aveva deciso, venerdì, di trascorrere una giornata al mare con la moglie Elisabetta e i tre figli. Attorno alle 13 la tragedia: una violenta caduta frontale sugli scogli, forse dovuta ad un malore (aveva problemi di salute) o alla roccia scivolosa ed infida. Immediati sono scattati i soccorsi, con due ambulanze del 118, un’auto della Guardia Costiera dell’ufficio locale di Torre Cesarea e i carabinieri della stazione locale. Purtroppo per Antonio non c’è stato niente da fare: è morto praticamente sul colpo.

Il 30enne aveva vissuto per diversi anni a Nonantola dove aveva molti amici, poi, poco meno di una decina di anni fa, si era trasferito a Leverano, Comune della provincia di Lecce.

Aveva tre figli, due bambine e un maschietto, ed era impegnato anche in attività sociali. Aveva fatto della sua grande passione per il calcio, era tifosissimo della Juventus, un vero e proprio lavoro. Guidava, infatti, il furgone della società sportiva Salento Football. Si occupava del trasporto dei bambini e dei ragazzini per allenamenti e partite.

«I ragazzini lo adoravano. Con i bambini ci sapeva proprio fare», ha raccontato al Quotidiano di Puglia Marco Frassanito, presidente del centro Avatar Salento Football.

E sulla sua bacheca Facebook sono arrivati tantissimi messaggi di cordoglio: «La gente che non ti ha conosciuto leggerà, si dispiacerà, qualcuno piangerà, ma non potrà mai capire fino in fondo tutto ciò che si nasconde dietro: i tuoi sorrisi, la tua gioia, il tuo senso del dovere. Hai sempre messo passione per noi ragazzi... Con stima, gratitudine e dolore, uno dei tuoi ragazzi».

«Non doveva finire così - scrive un altro giovanissimo calciatore -. Eri una persona

d’oro. Le migliori domeniche passate con te. Ciao amico mio».

Ieri pomeriggio si svolti a Leverano i funerali, con parenti ed amici che hanno voluto salutarlo per un’ultima volta ed abbracciare e sostenere nel dolore la moglie Elisabetta e i loro tre bambini.
 

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