Quotidiani locali

Mirandola, la bancaria-maga e i conti segreti svizzeri 

Mirandola. Dietro il caos contabile dell’esperta in patrimoni licenziata, Credem rileva casi di riciclaggio di denaro nero

MIRANDOLA. Inizialmente si pensava che la “bancaria dei miracoli” fosse una maga capace di moltiplicare gli interessi arrivando a crescite a due zeri. Poi si è intuito che dietro il suo caos contabile esploso nel 2015 c’era un’oscura vicenda di possibili truffe e appropriazioni indebite di somme importanti. L’autodenuncia alla sua banca, la Credem, e la sua messa in malattia non hanno chiarito cosa era accaduto dietro la sparizione di presunte cifre consistenti da parte di clienti.

IPOTESI RICICLAGGIO. “Presunte” perché la realtà contabile parlava di immersioni ed emersioni di denaro in grandi somme e spesso in banconote. Per la Procura di Modena dopo un anno indagini si tratta di una semplice vicenda di furto - per questo reato sarà processata in dicembre - ma per la Procura di Bologna si è aperta una finestra più inquietante: l’ipotesi è che per i suoi clienti R.O. sia stata in realtà il terminale di una rete di riciclaggio di denaro e conti in Svizzera con triangolazioni a Panama.

leggi anche:

È questo il nuovo capitolo investigativo di un caso pieno di scoperte e sorprese. Ora (come anticipato da Nicola Borzi sul Sole 24 Ore) arriva l’Audit di Credem, il documento di ispezione interna della banca per la quale R.O lavorava alla filiale di Mirandola in veste prima di direttrice e poi per la divisione di Private Banking come esperta in investimenti e diversificazione portafogli. Ebbene, il documento di Credem - istituto finora estraneo alla vicenda che ha sollevato il caso e si dichiara a sua volta vittima della “bancaria dei miracoli” - porta alla luce una serie di fatti precisi sulla gestione della dipendente dal 2008 ad inizio 2016, prima del licenziamento.

GLI AMMANCHI Gli ammanchi dai conti correnti non sono ancora chiari - si parla di un centinaio di milioni di euro - e resta da chiarire perché i clienti le portassero tanto denaro in contante. Come il cliente che ha attirato l’attenzione su di lei, impiegata modello premiata per i risultati e l’efficienza. Ora risulta che questa guru del risparmio accettava somme di migliaia di euro in banconote che apparivano e sparivano, annunciava interessi che un giorno c’erano e il giorno dopo no o forse non erano mai esistiti, che presentava conti oggi giudicati dalla sua banca «artefatti».

LA DUBBIA PROVENIENZA. Credem, nell’Audit, sostiene che «esistono rilevanti dubbi sulla provenienza delle somme» che lei versava su conti transitori verso altre filiali senza applicare norme antiriciclaggio. Movimenti bancari che rendono «possibili» (dice la banca) le ricostruzioni-denunce fatte da un cliente che alla Gdf di Modena parla di una triangolazione su una società anonima costituita per l’occasione a Panama. Lo aveva rilevato anche l’Agenzia Entrate di Modena dopo la Tributaria e dopo che lui stesso aveva avviato una “voluntary disclosure” in vista di sanatoria.

IN SVIZZERA. Non solo. La “bancaria dei miracoli”, si legge nell’Audit Credem, era in possesso di una chiavetta usb criptata che con un codice cifrato che da un qualsiasi monitor permetteva di accedere e gestire i conti in Svizzera di clienti. Sempre lei nel giugno 2015 da Mirandola fa due telefonate di seguito a due istituti a Ginevra collegati al Crédit Agricole. E soprattutto è sempre lei a restare in contatto mail con la filiale Euromobiliare di Lugano che nel 2012 sarà comperata dalla banca svizzera Zarattini.

TRAFFICI DI DENARO. È in questa filiale che a fine 2013 uno dei clienti avrebbe consegnato quasi 2 milioni di euro (ma Banca Zarattini smentisce). Insomma, dall’Audit di Credem emerge che dalla sua defilata postazione periferica di Mirandola e grazie alla sua fama di esperta infallibile, più che far lievitare gli interessi dei clienti in cerca di guadagni facili R.O. curava consistenti traffici di denaro “nero” verso la Svizzera. Quando il meccanismo si è misteriosamente inceppato, ha iniziato ad appropriarsi del denaro dei clienti per far figurare in regola i conti di un primo con i soldi di un secondo. Resta il grande interrogativo al centro dell’indagine in corso a Bologna: si tratta di riciclaggio internazionale?
 

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PROMOZIONI PER GLI AUTORI, NOVITA' ESTATE 2017

Stampare un libro, ecco come risparmiare