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L’Infiorata a Pieve e i taglialegna fanno il pienone 

Spettacolari opere floreali nel centro della cittadina Alle Piane di Mocogno sfida massacrante per super uomini

Tra sacro e profano, è stata una domenica segnata da grandi eventi in Appennino. Sul primo fronte, Pievepelago ha dato il meglio di sé con la tradizionale “Infiorata” del Corpus Domini, che grazie a un meteo splendido ha permesso agli artisti di realizzare opere davvero meravigliose. Via Tamburù è diventata un tappeto di fiori, anzi una galleria di dipinti, tanta la maestria nell’allestire i quadri a sfondo religioso con cui a mezzogiorno si è omaggiato il passaggio della processione. Una tradizione sentitissima che a Pieve (unico Comune appenninico insignito del titolo di “Città dell’Infiorata” finora riservato dall'Anci a soli 10 paesi del centro Italia) è documentata dal 21 giugno 1927, e che mobilita famiglie di generazione in generazione. Come quella Pasquesi (che quest’anno ha rappresentato un angelo protettore dei bambini, col richiamo a una frase di Papa Francesco), che con la nonna Antonietta nel Dopoguerra fu la prima a pensare di realizzare veri e propri quadri con i fiori. O come quella di Francesco Vignocchi e dei suoi figli e amici, che hanno passato in strada tutta la notte per realizzare l’opera più grande all’inizio della via: un ritratto dei quattro evangelisti di 15 metri per 2,4 (per cui il Gruppo Infioratori ha messo a disposizione 4800 garofani), più un’altra decina di metri in altri quadri lungo il percorso. «Cosa spinge a fare tutto questo? Il fatto di essere di Pieve, e la soddisfazione di portare avanti quello che si faceva da bimbi» ha sottolineato Vignocchi. Tra i quadri ammirati da centinaia di visitatori (presente anche il comandante della Pm Stefano Ante), quelli per i grandi anniversari: i cent’anni dalle apparizioni di Fatima e i 50 dalla morte di don Milani.

Sul lato profano, invece, menzione particolare alle Piane di Mocogno (Lama) per il 3° Appennino Truck & Wood Festival, che al raduno di 93 splendidi tir ha abbinato lo spettacolo del Triathlon del Boscaiolo, che ha richiamato 30 “atleti del taglio” da tutta l’alta Italia per la prova di campionato italiano. Tre per la verità, preparate nello spazio di fianco al Parco Avventura: taglio dei pali col motosega (dove l’abilità sta nel fare presto ma soprattutto nel far cadere il palo il più vicino possibile a un palloncino, o a romperlo se si è davvero bravi), sramatura del massimo numero di pioli in 15 secondi e il classico taglio d’accetta. Ampio entusiasmo e tifo, soprattutto alle finali pomeridiane dove sono rimasti solo in 12. E attorno, la cornice artistica di Fabrizio Ciarma, o meglio “Barba Brisiu”, venuto con la moglie da Borgo San Dalmazzo (Cuneo) per ricavare
con la motosega da un tronco di cedro del Libano una stupenda panchina solo a incastro, ornata da una testa di cavallo e una d’asino. E poi lo spettacolo della macchina tagliatrice per il cippato e molto altro. Non da ultimo, un mega pranzo sotto al tendone da più di 300 persone.

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