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Modena in strada per dire grazie alle penne nere 

In tanti assiepati in centro per seguire la sfilata degli alpini: «Una figura creata per aiutare, sono un esempio da seguire»

MODENA. Su una via Emilia adornata di tricolori hanno marciato di nuovo gli alpini. Centinaia di persone hanno fermato le biciclette e alzato i telefonini per vedere e scattare foto ad una manifestazione provinciale che a Modena non si vedeva da più di 25 anni. Le penne nere si sono radunate a partire dalle 9 in via Bono da Nonantola, vicino al parco Novi Sad, e alle 10 hanno iniziato ad avanzare lungo la via Emilia. Circa in cinquecento hanno marciato e suonato fino ai piedi della Ghirlandina, per depositare una corona al Sacrario ed onorare i caduti della Resistenza.

Gli alpini sfilano a Modena Tradizionale raduno provinciale degli alpini che ieri, domenica 18 giugno, hanno sfilato per le strade del centro. E Modena ha voluto abbracciare le Penne nere. Video di Gino Esposito


Dopo la sosta al campanile la parata è proseguita fino all’Accademia militare, dove è stata deposta un’altra corona. A guidare il corteo dava il ritmo la musica della banda, li seguivano i rappresentanti delle istituzioni, tra cui Giancarlo Muzzarelli e i sindaci di altri comuni modenesi, ed i gruppi della sezione provinciale. Il cartello dell’Associazione nazionale Alpini ricordava l’impegno delle penne nere nel prestare aiuto ai terremotati nel 2012: «I primi ad arrivare e gli ultimi ad andarsene». Sono state oltre 47mila le ore di volontariato e di protezione civile degli alpini nel solo 2016. «Una figura creata per aiutare, un esempio da seguire» è la risposta dei giovanissimi Carlo e Giulio, entrambi di 13 anni, alla domanda su cosa sono per loro gli alpini. «È bello vedere la partecipazione della gente comune ad una manifestazione che festeggia un’istituzione, gli alpini, che per me è molto di valore e che fa tantissimo per il territorio», ha aggiunto la mamma, Barbara Zurlenghi. La famiglia viene da Bologna, ed ogni anno segue l’evento in ogni comune in cui si svolge. Nei due giovani c’è la voglia di indossare il cappello con la penna mozza, anche se, in realtà, ne hanno già un assaggio: «Mettiamo quello di papà». In piazza Roma il corteo si è fermato per l’alzabandiera solenne e i discorsi dei rappresentanti delle istituzioni politiche e dell’esercito, a cui è seguita la messa. «Per la sezione di Modena questa è la 75 adunata. - ha commentato Franco Muzzarelli, presidente della sezione di Modena dell’Ana - È un onore essere qui davanti all’Accademia militare. Essere alpino significa essere legato dai valori che aver portato questo cappello ci ha instillato dentro. Portare questo cappello ci affratella. È ciò che ci spinge a fare le cose per gli altri, con passione e con impegno». E «L’amor di Patria, la solidarietà, lo spirito di sacrificio, il saper convivere anche con altre persone sono i valori propri degli alpini che vorremmo cercare di trasmettere ai nostri figli» ha commentato Stefano Stefanelli, alpino che ha partecipato al corteo portando i suoi due bambini. (e.d.)
 

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