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Spilamberto: tour della Sipe, una passeggiata nella storia 

Spilamberto. Cinquanta fortunati hanno visitato con una guida esperta il noto polverificio dismesso

SPILAMBERTO. L’ex Sipe è un luogo ricco di significati, non solo per Modena, ma per tutta la nazione. Lo dimostra l’emozione che ha generato la possibilità di tornare a visitare lo stabilimento dopo tanto tempo, grazie all’evento “Trekking Storico: Riscopriamo la Sipe”, organizzato dall'associazione UnioneResiste. «Le iscrizioni all’evento iniziavano martedì mattina alle 7 - racconta Giorgia Mezzacqui, membro dell’associazione - alle 7 e 1 minuto eravamo già al tutto esaurito». In questo modo, ieri pomeriggio, cinquanta visitatori, divisi in due gruppi, partiti alle 17 e alle 21, hanno avuto l’opportunità di visitare lo storico polverificio, che dopo tanti anni, anche se per poco, ha riaperto le sue porte al pubblico. La storia del luogo è lunga: già Napoleone, nelle sue campagne, lo potenziò, come testimonia uno degli edifici all’interno dello stabilimento. La visita di ieri, però, si è concentrata sul periodo che va dal 1914 al 1948, quando il ruolo della Sipe fu centrale nello sviluppo bellico ed industriale dell’Italia.

Accompagnati lungo percorsi sicuri dai membri di MaranoResiste e di Quinto Delta Soft Air Team, i visitatori hanno così visto da vicino i luoghi della fabbrica teatro di importanti eventi, illustrati dalla voce di uno storico. «Questo luogo è molto sentito, abbiamo ricevuto richieste di partecipazione anche da altre province - spiega Mezzacqui -. Qui si sono intrecciate le storie degli scioperi, del lavoro femminile, dei bombardamenti. È un luogo che ha contribuito allo sviluppo del territorio non solo dal punto di vista economico, ma anche storico e culturale». Per alcuni visitatori, l’ex Sipe è un luogo di famiglia: «Ho i ricordi del nonno, che mi raccontava sempre di questa fabbrica misteriosa dove producevano le bombe. Sono molto emozionata», ha raccontato Serena De Maria, vignolese. Le fa eco Elisa Grandi: «Anche mio nonno lavorava qui, ha iniziato da molto giovane e ci è rimasto fino alla pensione, con tanto di riconoscimento». «Io conosco la Sipe, ma solo di nome. È una grande curiosità», dice la signora Elena.
 

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