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Delumen: Edifici come tela per disegnare idee stupefacenti 

Delumen: Edifici come tela per disegnare idee stupefacenti 

Raoul Battilani e Angelo Santimone autori di installazioni di luce e colori sui monumenti

In principio erano due professionisti, Raoul Battilani, art director con la passione per arte visuale e video arte e Angelo Santimone, project manager e service. Qualche anno fa hanno deciso di “fondere” le due professioni creando “Delumen”, un laboratorio di idee, come amano definirlo, dove il mapping, i video, il 3D e la musica si incontrano e creano delle installazioni artistiche uniche e coinvolgenti. Un laboratorio dove le idee vengono sviluppate, dove la creatività e l'originalità sono alla base dei lavori, molto apprezzati sia in Italia che all'estero. Hanno da poco terminato “A.N.N.A.”, più che un'installazione, una vera e propria opera immersiva nelle stanze affrescate della Fondazione San Carlo, riscuotendo parecchi consensi. Un nuovo modo di concepire e recepire l'arte, quella del mapping e della video arte sempre più in espansione che, attraverso il lavoro dei Delumen, tra creatività e originalità, cerca di portare a Modena e nel mondo una nuova forma artistica.

Come è nata l'idea di Delumen?

Raoul: «È nata da un'esigenza che avevamo sia io che Angelo, quella di trovare una parte un po' più tecnica per quanto riguarda lui e per quanto mi riguarda quella di ricercare un'artisticità maggiore. C'è stata questa unione di forze in cui la tecnica si è andata a fondere con la parte più artistica. È fondamentale soprattutto nelle arti visive avere un ottimo supporto tecnologico. Angelo viene dal mondo legato al service e alla tecnica in cui ancora oggi è un punto di riferimento, mentre io vengo dal mondo artistico. Abbiamo da subito condiviso entrambi l'idea dei mapping architetturali, a cui si è andata ad aggiungere la musica originale, io stesso vengo da un percorso da musicista e per me questo nuova strada lavorativa è stata proprio la chiusura di un cerchio».

Angelo: «Delumen nasce dall'idea di sviluppare un laboratorio di idee, non una classica agenzia. Cerchiamo soluzioni alternative e originali».



Tra le vostre installazioni artistiche c'è il “mapping”, come definireste questa opera?

Raoul: «Ci sono diversi tipi di “mappature”, da quello architetturale al visual. Possiamo dire che per noi è riuscire a creare qualcosa di originale, l'architettura di un edificio diventa la nostra tela. Dietro c'è un grande lavoro, si cerca di costruire qualsiasi cosa con materiali originali, dalla musica, all'architettura alle idee. La video arte è un punto di arrivo. Il mapping è una parte della nostra arte».

Voi siete un team modenese, che rapporto “artistico” avete con Modena?

Raoul: «Abbiamo iniziato a lavorare molto con Modena cercando sempre di espanderci anche all'esterno. Ci piace moltissimo lavorare con la nostra città proprio per cercare di valorizzare la città stessa. Non siamo solo tradizione, c'è molto altro. Siamo una culla di artisti importanti, ce ne sono altri che come noi fanno questo mestiere e sono molto bravi, assolutamente non c'è rivalità ma condivisione. Stiamo cercando anche di produrre installazioni e situazioni musicali».

Angelo: «Dal 2011 abbiamo creato i mapping durante la festa di “Rock No War” nel cortile dell'Accademia, uno spettacolo molto emozionante che purtroppo quest'anno, per motivi lavorativi, non riusciamo a riproporre perché ci vuole tempo per creare i nostri lavori, dall'idea fino alla realizzazione».

Avete appena concluso, alla Fondazione San Carlo, l'installazione A.N.N.A che ha riscosso una grande successo...

Angelo: «A.N.N.A è nata proprio dal desiderio della Fondazione di inserire qualcosa di diverso, qualcosa che completasse la fondazione e l'ha superata perché c'è stata tantissima richiesta da parte della città. È un'opera più che un'installazione che è piaciuta moltissimo, alcune persone sono venute svariate volte per rivivere quell'esperienza, sia adulti ma anche bambini».



Questo fine settimana sarete presenti con una vostra opera all'iniziativa del comune di Formigine, “Il Castello Errante 2”, di cosa si tratta?

Raoul: «La manifestazione è nata l'anno scorso grazie al Comune, la loro esigenza era quella di valorizzare il castello che già dispone di un'installazione multimediale all'interno creata da “Studio Azzurro”. Quello che abbiamo studiato è stato un percorso, partendo da una videoproiezione. Abbiamo ricostruito il castello in scala e lì proietteremo tutte le versioni del Castello Errante».

Angelo: «Si può rivivere lo sviluppo del castello, in scala, all'interno di una sala del castello, anche i mattoncini si vedono. Ci abbiamo lavorato tre mesi, il Castello Errante è una forma più estrema di quello che facciamo di solito, qui l'architettura è la nostra tela, ci dà i limiti e i contrasti. Il Comune di Formigine ci ha dato carta bianca e quindi è molto stimolante perché si può usare la fantasia e la creatività».
 

LA SCHEDA

“Delumen” nasce nel 2011 dall'incontro di Raul Battilani, art director e Angelo Santimone, service e project manager. L'idea di partenza era quella di condividere la passione per l'arte visuale e creare dei mapping e intrattenimento creativo. Con il passare del tempo la passione è diventata un lavoro e qualche anno fa il team ha iniziato una vera e propria carriera lavorativa.
«Delumen è un contenitore di idee - commenta Raul Battilani - e tale deve rimanere, la creatività è alla base della nostra professione». Oggi Delumen conta 8 collaboratori, tutti giovani e molto creativi, da chi sviluppa video 3D a chi si occupa delle musiche. Una nuova forma artistica che cerca di coniugare il piacere della visione con la musica e il mapping, dove gli edifici e l'architettura diventano il quadro dell'installazione.
«La nostra idea di azienda - afferma Angelo Santimone - è molto libera come lo sono le idee. Non c'è il timbro del cartellino ma tutti lavoriamo affinché si possa, insieme, raggiungere il miglior risultato».
Anche le attrezzature e le tecnologie utilizzate sono un altro valore aggiunto al collettivo artistico, aggiunge Santimone: «Abbiamo tecnologie avanzate per poter permettere a tutti di lavorare al meglio, la tecnica deve essere in linea con le idee». Un concetto di lavoro, come sostengono i due professionisti, in continuo aggiornamento come lo è il campo del lavoro odierno, aperto dove le idee sono le protagoniste.

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