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Carpi, il referendum su Aimag si farà il 10 settembre 

Il sindaco di Carpi  ha fissato la data. Ammessi al voto anche gli stranieri con più di 16 anni.  Galantini, comitato Acqua Pubblica: «Bellelli fugge nuovamente dal confronto»

CARPI L’amministrazione comunale di Carpi ha indicato la data nella quale si svolgerà il referendum proposto dal Comitato per l’Acqua pubblica.

Le urne resteranno aperte nei seggi predisposti per la consultazione domenica 10 settembre, dalle ore 8 alle ore 20. Il Comune dice di avere scelto questa data per non ostacolare l’attività scolastica.

IL QUESITO Il quesito sul quale i cittadini si dovranno esprimere è il seguente: “Volete voi che il Comune di Carpi non venda le azioni Aimag e che esprima il voto contrario, nell’assemblea dei soci, ad operazioni di incorporazione o fusione societaria?”. Il comitato per l’Acqua Pubblica esplicita chiaramente una posizione contraria all’incorporazione di Aimag in Hera, una delle ipotesi sul piatto insieme all’accordo con la mantovana Tea per un’aggregazione fra le due società.

Hanno diritto di voto al referendum i cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune e inoltre tutti i residenti non cittadini italiani iscritti all’anagrafe del Comune da almeno un anno, purché abbiano raggiunto il sedicesimo anno di età all’atto della votazione, ed infine i cittadini italiani residenti iscritti all’anagrafe del Comune di età compresa tra i 16 e i 18 anni al momento della votazione. Roberto Benatti di Forza Italia ha presentato un’interrogazione sul regolamento comunale secondo il quale possono votare anche i residenti non cittadini iscritti all’anagrafe da almeno un anno e con più di 16 anni, e i cittadini italiani con età superiore ai 16 anni.

Il Comitato per l’Acqua Pubblica contesta duramente la scelta del 10 settembre, una data definita “balneare”.

IL COMITATO «Questa data è stata fissata con netto anticipo rispetto alle scadenze a disposizione del sindaco - commenta Roberto Galantini, portavoce del comitato Acqua Pubblica - visto che il referendum si poteva fissare anche i primi di ottobre e non era necessario scegliere la prima data dopo il termine che va dai 30 ai 60 giorni dalla consegna delle firme. Questa è la dimostrazione che Bellelli fugge dal confronto. Avremo pochissimi giorni per la campagna elettorale. Questa è l’ulltima di una lunga serie di scuse ridicole per evitare il confronto pubblico su Aimag. Il primo cittadino, inizialmente, ci ha costretti a raccogliere le firme con una normativa vessatoria: è la dimostrazione che non si vuole che la possibilità di scelta su Aimag sia conosciuta e partecipata dai cittadini. Con questa scelta del tutto discrezionale, Bellelli dimostra

con le sue stesse mani di voler fuggire dal confronto e non avere nessuna motivazione per difendere pubblicamente le sue intenzioni su Aimag. Per tutte queste motivazioni ricordiamo ai cittadini di andare a votare il 10 settembre» conclude Roberto Galantini. (s.a.)
 

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