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Modena, grande festa dell’arte per Vasco 

Alla Galleria Mazzoli un’anteprima insolita per il maxi-evento con l’omaggio di sette maestri

La festa è già iniziata ieri sera. Una festa d'arte in onore di Vasco Rossi, dalle 19, nella Galleria di Emilio Mazzoli, in via Nazario Sauro. La rockstar non c'era, ma a parlare di lui, della sua vita, del suo mondo erano le opere di Devendra Banhart, Carlo Benvenuto, Mario Dellavedova, Jason Matthew Lee, Gian Carlo Montesano, Mimmo Paladino e Donato Piccolo che il gallerista modenese ha chiamato a convivio nel suo spazio espositivo. Un convivio culturale, dove l'arte dei sette stabilisce r ...

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La festa è già iniziata ieri sera. Una festa d'arte in onore di Vasco Rossi, dalle 19, nella Galleria di Emilio Mazzoli, in via Nazario Sauro. La rockstar non c'era, ma a parlare di lui, della sua vita, del suo mondo erano le opere di Devendra Banhart, Carlo Benvenuto, Mario Dellavedova, Jason Matthew Lee, Gian Carlo Montesano, Mimmo Paladino e Donato Piccolo che il gallerista modenese ha chiamato a convivio nel suo spazio espositivo. Un convivio culturale, dove l'arte dei sette stabilisce rapporti singolari con il personaggio, con la sua musica e le parole che la nutrono. Ne risulta un grande affresco con rappresentazioni che riscostruiscono un universo vivo dell'immaginario che si è creato attorno a questo fenomeno nato a Zocca. Così Montesano porta in pittura l'innocenza dei primi anni di scuola di Vasco che, alla lavagna, scrive "va bene, va bene così", mentre Paladino delinea un percorso, con possibili incontri e seduzioni, "da Chanson de Roland a Vasco".

Modena: alla Galleria Mazzoli sette artisti omaggiano Vasco



Danno senso alla voce della chitarra le corde di Dellavedova, con la scritta "ragionieri del tempo perduto", per il fatto che "Vasco è ragioniere ma non ha mai esercitato la professione. La scritta al neon come quella del bar - dice l'artista - serve a dare un forte impatto alla scultura. Inoltre il suo cognome si presta molto all'impiego del colore rosso per le mie opere". Una mela e un libro, in una foto di Benvenuto, determinano richiami al testo "e con la faccia pulita cammini per strada mangiando...". "Faccio un omaggio - sostiene l'artista - attraverso gli oggetti che diventano un tema poetica: la mela simbolo dell'apple, due dischi. Un omaggio alla musica con due mie chitarre". Per Piccolo "gli oggetti hanno una storia e diventano parlanti, come la valigia su cui l'acqua nel bicchiere si fa vortice. A terra cofani di automobile fanno pensare alla vita spericolata di Vasco. Sopra, sfere, contenenti video sulla vita del cantate, che diventano perle". Recuperata anche la croce di una formacia dove scorrono parti di canzoni della star". Giocosa saporosità recano i disegni di Banhart, e aspetti simbolici assume la scritta "Non siamo mica gli americani" di Matthew Lee. Forte l'interesse degli invitati a questo evento inaspettato perché "la canzone di Vasco - afferma il poeta Rondoni - è ospitale, con aspetto materno. Comunica una certa tenerezza". La mostra è documentata da una preziosa plaquette con testi di Achille Bonito Oliva, Valentino Catricalà e Daniele Rondoni. Quasi emozionato Mazzoli che manifesta la sua stima per Vasco, e soddisfatto di aver contribuito, con il suo lavoro, a dare una dimensione del tutto particolare della figura di un personaggio straordinario.