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Alfredo, Vasco, Santino «È stata colpa mia...» e nacque Modena Park 

Andrea Giacobazzi racconta: «Gli feci discorsi seri e così perse la ragazza, ma oggi siamo qui: ne è valsa la pena»

«Mi sa tanto che anche questa volta me la prendo io la colpa... Ma me la prendo volentieri»

Andrea Giacobazzi, amico di lunga data di Vasco Rossi, se la ride pensando che il l luglio a Modena ci sarà un concerto che, in un certo senso, nacque più o meno 40 anni fa di questi tempi. Era una sera di inizio estate al Terminal diI Cognento e quella sera lui cercava di far ragionare un dj in forte ascesa, tal Vasco Rossi,

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«Mi sa tanto che anche questa volta me la prendo io la colpa... Ma me la prendo volentieri»

Andrea Giacobazzi, amico di lunga data di Vasco Rossi, se la ride pensando che il l luglio a Modena ci sarà un concerto che, in un certo senso, nacque più o meno 40 anni fa di questi tempi. Era una sera di inizio estate al Terminal diI Cognento e quella sera lui cercava di far ragionare un dj in forte ascesa, tal Vasco Rossi,

Vasco,: "Io, Colpa d'Alfredo e... Modena. Ecco perché Modena Park"

richiamandolo ai suoi impegni professionali e organizzativi. Ma Vasco, quella sera, pensava solo a una bella ragazza conosciuta in discoteca, che abitava fuori Modena Park, e che gli aveva chiesto un passaggio per tornare a casa.



Giacobazzi avrà ormai raccontato questo aneddoto decine e decine di volte, aneddoto che conclude “Poi però mi sono rifatto perché ho presentato altre ragazze a Vasco...” E l’amicizia tra i due non è certo finita lì prosegue tuttora e anche in questi giorni di vigilia del concerto si sentono spesso. “Vasco è molto carico per questo evento” assicura.

E Santo Sottile, il “negro” della situazione conferma?

«La dinamica della serata - ha detto - è stata proprio quella che viene descritta nel testo. Vasco ha sempre utilizzato la sua vita, le sue esperienze personali nei brani che scriveva. C'eravamo tutti noi, i suoi amici».

Santo racconta di aver lavorato diversi mesi in discoteca con Vasco, nell’epoca dello Snoopy, poi Vasco prese la sua strada e Santino pure. Oggi lavora come benzinaio nel suo distributore di viale Autodromo, dove un giorno gli piacerebbe rivedere Vasco per un pieno di benzina.

E Vasco di quella Colpa d’Alfredo divenuta la canzone che ha dato il la a Modena Park dice: «È stata la svolta per me, la canzone con la quale da cantautore sono diventato un rocker, ho cominciato a usare lo strumento del rock, una band, un gruppo, la chitarra elettrica per esprimermi. Perché pensavo che gli anni settanta stavano finendo cominciavano i rutilanti anni Ottanta, quelli in cui imperava l’edonismo, si pensava solo a divertirsi, a godere sena pensare più a niente. La canzone è nata così: stavo raccontato un’avventura che mi era capitata la sera prima in un locale dove lavoravo a Massimo Riva che girava sempre per casa mia, e gli raccontavo strimpellando la chitarra e quindi ho iniziato «Ho perso un’altra occasione buona stasera, è andata a casa con il negro la troia, Colpa d’Alfredo che con i suoi discorsi seri e inopportuni mi fa sciupare tutte le occasioni quindi la chitarra che pesta giù duro a rappresentare le botte che gli darei...». La musica che continua il discorso che stavo raccontando...

A difesa di Andrea Giacobazzi, va anche detto che Vasco chiamando Alfredo il protagonista della canzone ha voluto estendere il concetto ad un atteggiamento tipico di tutti noi, ovvero che quando qualcosa ci va storto è molto più facile dare la colpa ad altri, ad Alfredo appunto, che a sè stessi. Ma quella volta Alfredo fu provvidenziale, perché oggi abbiamo Modena Park.