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«Ciao! Benvenuti nella leggenda» 

«Benvenuti nel record mondiale!» urla ai 220 mila di Modena Tre ore e mezzo di spettacolo conclusi con i fuochi d’artificio

«Ciao a tutti!!!Bene arrivati, siete arrivati tutti? Siete stato controllati? Verificati? Analizzati? Benvenuti a questa festa epocale, al concerto che non avrà mai fine. Benvenuti nella leggenda, benvenuti nel record mondiale!» Così: sorridente, raggiante e perchè no orgoglioso Vasco Rossi nei saluti iniziali al suo popolo. Il popolo dei 220mila, c’è chi dice alla fine fossero anche 230 mila. Poche parole per riassumere le sfide inte: nessun problema agli ingressi, il record mondiale un con ...

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«Ciao a tutti!!!Bene arrivati, siete arrivati tutti? Siete stato controllati? Verificati? Analizzati? Benvenuti a questa festa epocale, al concerto che non avrà mai fine. Benvenuti nella leggenda, benvenuti nel record mondiale!» Così: sorridente, raggiante e perchè no orgoglioso Vasco Rossi nei saluti iniziali al suo popolo. Il popolo dei 220mila, c’è chi dice alla fine fossero anche 230 mila. Poche parole per riassumere le sfide inte: nessun problema agli ingressi, il record mondiale un concerto che è già storia o come dice due : leggenda.

Vasco Rossi a Modena Park il video racconto del concerto leggenda



Un concerto costruito ad arte per raccontare la storia, il cammino artistico, ma anche umano, di Vasco. Trasposto in una ideale giornata che sorge appunto con quel sole rosso fuoco di apertura concerto, e che termina all’alba (chiara) del giorno dopo. In mezzo 40 anni di Vasco: in un viaggio tra passato, presente e futuro. Già perché se Vasco ha convocato questo concerto, per celebrare i suoi primi 40 anni, si avverte che è già proiettato nel futuro. Lo sono ad esempio i mezzi con il quale ha costruito lo spettacolo. Un palco con 5 schermi in continuo movimento che di fatto trasformano il concerto, in tempo reale, in un film, con la regia di Pepsy Romanoff. E allora il viaggio comincia nei favolosi anni Ottanta quando Modena per Vasco era il suo luna park, tutto girava attorno alle discoteche, il suo mondo. Dopo “Colpa d’Alfredo” arrivano la satira di “Alibi” con ironia sulla burocrazia, o la critica a chi si basa solo sulle apparenze come “Blasco Rossi”. Un brano che fa salire il livello di entusiasmo; si ride quando Rossi chiama in causa Giovanardi che dipinge come uno spauracchio la sua combriccola, e poi una delle canzoni meglio allestite dello spettacolo “Bollicine”. E si prosegue con altri importanti bagagli di questo artista, idealmente aperti sul palco. Ne escono “Ogni Volta”, tra le più amate e vissute in prima persona dal pubblico; per poi arrivare al primo picco emotivo: Gaetano Curreri sale sul palco, si siede al piano, e con un salto indietro nel tempo, ricostruisce quanto avveniva tra Zocca e Bologna 40 anni fa. Lui alle tastiere e Vasco cantava. Ne escono “Jenny”, “Silvia” e “La nostra relazione”, cantati, sussurrati dal pubblico fino ad “Anima fragile” magistralmente interpretate e conclusa con il ritorno in pista della band che fa risalire la temperatura sfociando in “Splendida giornata”, fresca come e più di allora e con Vasco che inita sul palco alcun ragazze a ballare con lui. E poi via tra il medley a tutto rock che fa ballare i 220mila tra “Delusa”, “Mi piaci perché” “Sono ancora in coma” e “Rock and roll show”. Ed è già tempo di passare agli anni Novanta, con una delle parti più intense dello show, sempre perfettamente “dipinto” da palco e luci con quadri e scenografie a tema. Da “Vivere una favola” a “Non mi va” Da “Cosa vuoi da me” a “Siamo Soli” lo show entra nel vivo e tocca le corde delle emozioni. Tripudio per “Come nelle favole”, qualche lacrima con “Vivere” mentre sullo schermo si susseguono i volti dei fans che hanno inviato i loro clippini in cui raccontano la loro vita. E dopo “Sono innocente” arriva il momento-divertimento affidato a Rewind, e qui l’energia contagia la platea fino a quel “Fammi godere” che vede volare in aria verso il palco centinaia di reggiseni, grazie al flash mob organizzato dal fan club “Il Blasco”, e sullo schermo è un fiorire di seni al vento. La lunga maratona verso il gran finale riparte da “Liberi Liberi”, raramente eseguita dal vivo, e il medley acustico che lancia un brano “E il tempo crea eroi” con un testo che sembra scritto 5 minuti fa. “Senza parole” apre il rush finale: un crescendo, tra “Gli spari sopra”, “Stupendo” gridata dai 220mila, “C’è chi dice no”, “Un mondo migliore”, l’osannata “Sally”, l’inno “Siamo solo noi”, “Vita spericolata” e ovviamente Albachiara conclusi con uno spettacolo di fuochi d’artificio a sorpresa che ha lasciato a bocca aperta i 220 mila. Il pubblico esce, stanco, commosso e felice. Felice per esserci stato, perché questo concerto ha rappresentato, per tutti, la possibilità di dire idealmente grazie a un artista che ha regalato emozioni ed energia e, spesso, la forza di affrontare le difficoltà della vita. La forza della musica.