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A Modena non ci sono case: 55 profughi in hotel 

Bengalesi e ghanesi arrivati da Bologna: la prefettura di Modena  ha trovato questa soluzione grazie alla disponibilità del Tiby

MODENA «Pronto, hotel Tiby? Qui è la Prefettura. I fans di Vasco se ne sono già andati? Bene, avete quindi posto? Avremmo una cinquantina, anzi 55 persone per voi, ci possiamo contare?»

E dall’altra parte del telefono la direzione dell’hotel Tiby ha risposto in modo affermativo. D’altra parte si tratta di nuova clientela che soggiornerà per un periodo di tempo non ancora quantificato ma sicuramente pagato, sui 30-35 euro a persona al giorno, dallo Stato.

I NUOVI ARRIVI Si tratta di 55 profughi, di richiedenti asilo che provengono dal Bangladesh, dal Ghana, dalla Guinea che dopo essere stati per un certo periodo all’Hub, il centro di prima accoglienza regionale di Bologna, sono stati inviati a Modena per essere ricollocati sul territorio.

Sono arrivati di mattina e, dopo un “giro di consultazioni”, sono stati collocati nell’albergo in via Rainusso. Una struttura le cui stanze sono già occupate da una novantina di profughi gestiti dalla cooperativa Caleidos.

La presidente Elena Oliva: «Entro questo mese i novanta da noi assistititi verranno trasferiti in case, appartamenti e in situazioni consone al progetto di accoglienza che punta al favorire in modo più ampio l'integrazione. È evidente che questo tipo di percorso, a cui siamo preposti per bando e che facciamo da quando ci occupiamo di accoglienza, non si può certo fare in un albergo. Sono situazioni di prima accoglienza, come quelle allo Studentato o all’hotel a Formigine. Noi, come abbiamo più volte riferito, siamo “al completo”, nel senso che non possiamo più fare prima accoglienza e stiamo gestendo esclusivamente il percorso di seconda accoglienza, quello che si svolge nelle case, negli appartenenti, dove vengono collocati piccoli nuclei di profughi per poi seguire il protocollo dell'integrazione, dell’istruzione e quant'altro. I nuovi arrivi vanno gestiti, la prefettura quando arrivano i nuovi profughi da Bologna li affida ai Comuni del territorio, cercando soluzioni di prima accoglienza. È in sostanza ciò che è già avvenuto qualche giorno fa a Polinago, dove il gestore dell’hotel, interpellato dalla Prefettura, ha dato l’ok all'accoglienza dei profughi nella sua struttura».

Al Tiby già mettono le mani avanti: «Sono arrivate queste nuove persone, abbiamo fatto tutti i documenti, tutte le pratiche sino a sera tardi. Noi però non ci occupiamo certo della loro gestione, cioè per noi sono clienti che dormono e mangiano nella nostra struttura e basta. Per questo è previsto un incontro in prefettura, ci dovranno spiegare chi è che si occuperà di loro sotto tutti gli altri punti di vista, compreso quello della sicurezza. Solitamente nelle prime settimane i nuovi arrivati si ambientano, poi iniziano a cercare di avere più informazione, cercano di avere un quadro più ampio sulla loro situazione». Ora sicuramente ci saranno riunioni in prefettura per decidere quali tra gli altri soggetti che si occupano di accoglienza (L’Angolo, Ceis, Papa Giovanni XXIII..eccetera) si occuperà dei nuovi ospiti.

LA CROCE ROSSA SUL POSTO Nel frattempo ieri pomeriggio la Croce Rossa si è recata al Tiby per garantire un sostegno igienico sanitario ai nuovi arrivati:

sono stati distribuiti prodotti per l’igiene, lamette per radersi, parecchi capi di biancheria intima per garantire un ricambio, shampoo e sapone. Un giovane non stava bene, e il personale della Cri ha ritenuto opportuno chiamate, per controlli più approfonditi, il 118.
 

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