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L’occhio di Taranto che ferma l’attimo nella vita degli animali 

Il fotografo e biologo passa gran parte del suo tempo a immortalare le creature nei momenti più suggestivi

MODENA. Conosciamo Paolo Taranto, 39 anni, attraverso i suoi magnifici scatti pubblicati su www.fotografianaturalistica.org. «Lavoro come biologo libero professionista ma negli ultimi anni mi sto dedicando professionalmente anche alla fotografia e video di natura e fauna selvatica – racconta Paolo - Ho una sfrenata passione per la natura sin da piccolo e l'ho assecondata con gli studi universitari e le specializzazioni; la fotografia naturalistica è stata una evoluzione naturale, indotta dal ...

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MODENA. Conosciamo Paolo Taranto, 39 anni, attraverso i suoi magnifici scatti pubblicati su www.fotografianaturalistica.org. «Lavoro come biologo libero professionista ma negli ultimi anni mi sto dedicando professionalmente anche alla fotografia e video di natura e fauna selvatica – racconta Paolo - Ho una sfrenata passione per la natura sin da piccolo e l'ho assecondata con gli studi universitari e le specializzazioni; la fotografia naturalistica è stata una evoluzione naturale, indotta dal desiderio di documentare ciò che osservavo durante le ricerche e i lavori sul campo.

Attimi di vita degli animali immortalati da Paolo Taranto

Come biologo ho lavorato in diversi settori, dal monitoraggio agli studi etologici e in particolare mi occupo di rapaci notturni e diurni; sono stato coinvolto in numerosi progetti tra cui l'installazione di nidi artificiali spesso con webcam per trasmettere la vita dei rapaci in diretta su internet (per esempio la nidificazione di una coppia di Falchi pellegrini nel Duomo di Firenze, ma anche a Bologna e numerose altre città)».

Paolo vive a Bologna e nel Modenese ha svolto qualche anno fa un progetto per un'azienda (Progeo Molini di Ganaceto) molto sensibile alla natura e alla protezione della fauna selvatica: «Dovendo ristrutturare un vecchio edificio, nel cui tetto, in una nicchia, aveva nidificato una coppia di Gheppi (Falco tinnunculus), ottimi cacciatori di topi e lucertole, l'azienda si è preoccupata di richiedere il mio intervento per installare dei nidi artificiali e far così spostare la coppia di falchetti in una posizione più sicura; l'anno successivo all'installazione dei nidi artificiali infatti la coppia di Gheppi utilizzò uno di questi nidi dando così la possibilità all'azienda di ristrutturare il vecchio edificio. Non amo molto fare centinaia di km per fare le mie foto – prosegue Taranto - La mia filosofia dal punto di vista fotografico è l'opposto, cerco di fotografare tutto ciò che ho “nel mio giardino” inteso nel senso ampio del termine, raramente mi allontano oltre i 20 km per cercare i miei soggetti; ogni ambiente anche quelli urbani e più antropizzati, è ricco di natura e fauna da scoprire e riuscire a scovare i soggetti e fotografarli per me è una sfida. La fotografia e il video sono per me strumenti di lavoro; molto spesso però vedo nella fotografia una sfida, mi piace impuntarmi nel fare certe foto particolarmente difficili o quasi impossibili, mi piace l'adrenalina quando riesco ad ottenere i primi piccoli risultati anche nelle situazioni più improbabili, per esempio quella volta che vidi dei ghiri che in un bosco saltavano da un albero ad un altro, di notte e a 6 metri d'altezza, raccolsi la sfida e passai le successive 20 notti sotto quegli alberi per tentare di fotografare i ghiri in salto, o quella volta in cui avevo deciso di fotografare i pipistrelli mentre cacciano in volo e passai altre decine e decine di notti nel bosco prima di avere qualche risultato soddisfacente. Da un paio di anni a questa parte – conclude Paolo - una parte del mio lavoro fotografico consiste nel far scattare foto agli altri fotografi, per questo gestisco con alcuni colleghi dei capanni fotografici e organizzo workshop, concentrandomi su rapaci e animali notturni».