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Incidente a Ravarino, muore a 45 anni Denise Cenacchi dipendente del Comune di Nonantola

Era al volante della sua fiat Panda, ha perso il controllo del mezzo, ed è uscita di strada finendo dentro un fossato. Lavorava in Comune a Nonantola.

RAVARINO.«Denise, la mia Denise. No Denise, torna dalla mamma, torna da me. Non ce la faccio, fatemi morire. Ettore, Ettore, com’è possibile? Com’è potuto succedere? Voglio vedere la mia Denise, fatemi vedere la mia Denise. Voglio morire io, non lei». Urla strazianti, di un’angoscia lacerante, di un dolore che è impossibile descrivere a parole. Dolore che squarcia il silenzio della campagna e il cuore di una madre che si butta a terra sull’asfalto, sconfitta, abbattuta, in preda alle lacrime e ad una disperazione troppo grande da sopportare. Tanto da augurarsi lei stessa la morte. Una donna che il marito, Ettore, tenta di risollevare da terra, di confortare, di abbracciare. Per farsi forza a vicenda, per provare a sopravvivere al dolore più grande per due genitori: la morte di una figlia. Che è lì, davanti a loro, stesa senza vita dentro la sua macchina distrutta. Un’angoscia terrificante quella dei genitori di Denise Cenacchi.

La 45enne che ieri, intorno alle 14, è tragicamente deceduta a seguito di un terribile schianto, contro un palo della luce, a bordo della sua Fiat Panda in via Sammartini, nelle campagne tra Stuffione e il ponte che conduce a Solara. A meno di un chilometro da dove abitava, in via Palazzina, insieme al marito Michele Gualtieri e al loro figlio di 8 anni. A nulla sono valsi i tentativi di salvare la vita a Denise. È morta così, tra le lamiere accartocciate della sua macchina distrutta. Dove hanno provato per più di mezzora a rianimarla, tra personale sanitario di un’ambulanza del 118 e quello dell’elisoccorso arrivato poco dopo. Mentre il marito Michele, accorso sul posto in preda alla disperazione, avvicinandosi alla Panda distrutta, con le mani giunte, diceva: «Ti prego, Denise, torna a casa, riprenditi. Torna da noi, torna da me e da nostro figlio».

Nulla da fare: alle 14,30 il personale sanitario non ha potuto far altro che constatare il decesso della 45enne. E poi soccorrere la madre, che appresa la terribile notizia, scioccata, è stata fatta sedere all’interno dell’ambulanza per provare a calmarla. Intanto sul posto c’erano anche i vigili del fuoco di San Felice. E alcuni di loro, come angeli custodi, hanno fatto compagnia, facendolo giocare e allontanare dalle grida strazianti di dolore della nonna, il figlio di Denise. Terribile la dinamica dello schianto.

Che carabinieri di Modena e di Ravarino sono riusciti a ricostruire grazie alla testimonianza di un motociclista, che ha assistito alla scena.

«Ero dietro la Panda - ha detto l’uomo - stavamo procedendo su via Sammartini da Stuffione verso il Ponte di Solara. Ad un certo punto ho visto la macchina sbandare sulla destra e prendere come una buca sul ciglio della strada. Dopo di che l’ho vista schiantarsi contro il grosso palo della luce in cemento che c’era dall’altra parte della carreggiata. Un botto terribile, che ha distrutto l’auto facendola ruotare su stessa e fermarsi in mezzo alla carreggiata. Così sono sceso dalla moto e ho immediatamente chiamato i soccorsi». La strada è stata chiusa al traffico fino alle 17 e presidiata anche dalla protezione civile di Bomporto e Ravarino. Intervenuta infine anche Enel, per ripristinare l’impianto divelto dalla Panda nello schianto contro il pilone dell’elettricità. Lunghe e delicate, poi, per la presenza dei parenti, le operazioni di recupero della salma di Denise. Che si trova ora in Medicina Legale a Modena a disposizione del magistrato di turno. A cui spetterà il compito di valutare dinamica e cause del tragico decesso della conosciutissima dipendente del Comune di Nonantola. Valentina Corsini

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