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Autorizzazioni congelate per i chioschi sui Viali di Modena

La Soprintendenza medita di cancellare il via libera alle costruzioni in cemento. Lo farebbe con un atto di “autotutela” che impedirebbe altri interventi di peso

MODENA La Soprintendenza potrebbe cancellare a breve le autorizzazioni che hanno contribuito a costruire i chioschi in cemento al parco della Rimembranza. Mentre si attendono le motivazioni della sentenza di assoluzione per tecnici comunali, ex-soprintendenti ed ex assessori, relativa agli scheletri dei chioschi del parco, la Soprintendenza unica di Bologna e Modena si prepara ad agire. E potrebbe farlo attraverso un atto di “autotutela”, utile a scongiurare anche per il futuro la cementificazione della storica area tutelata lungo i viali Muratori e Martiri della libertà. Trapelano infatti, dagli uffici statali di Bologna atti alla tutela del patrimonio pubblico, due tipi di riflessione.

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Attendista, ma inflessibile. La prima appunto relativa alla necessità di attendere le motivazioni che seguiranno il dispositivo della sentenza resa nota dal Tribunale a fine giugno, a cui si aggiunge però la necessità di cancellare le autorizzazione concesse dalla precedente dirigenza della Soprintendenza. Tutto ciò porterebbe la Soprintendenza a decidere, appunto in “autotutela”, di ritirare le autorizzazioni che avevano contribuito a dare il via libera alla “cementificazione” del parco con i chioschi in cemento poi messi sotto sequestro dalla Procura (oggi dissequestrati). Questo ritiro delle autorizzazioni - in tutto furono ben 19 - che hanno portato all’indagine terminata con le assoluzioni dei protagonisti potrebbe quindi cambiare una vicenda che nella storia dell’ente pubblico di tutela non brilla certa per una delle più illuminate.

Parco sui viali: "Ci abbattono la baracchina" Il vecchio chiosco della Capannina nel parco della Rimembranza a Modena, nei pressi del Teatro Storchi, sarà demolito entro la prossima settimana. E’ l’indicazione del sindaco Gian Carlo Muzzarelli, la cui notifica è già stata inviata ai proprietari, emersa in occasione di un sopralluogo nell’area per individuare siti idonei per soluzioni provvisorie da offrire ai gestori dei chioschi per la stagione estiva, dopo la sospensione dei lavori delle nuove strutture in seguito al sequestro. La proprietaria critica questa decisione e l'intero iter seguito per il rilancio dei viali. Video di Gino Esposito

In Soprintendenza, attualmente, fanno questo ragionamento: se nelle sue motivazioni il giudice non parla di quelle autorizzazioni concesse dalla Soprintendenza allora l’autotutela metterà le cose a posto per il futuro. Se invece nelle stesse motivazioni il giudice dovesse dichiararle “illegittime” allora esse saranno cancellate per via giudiziaria. Chiaro l’intento degli uffici di tutela: mai più una cosa di questo tipo.

La vicenda dei chioschi, che dura da anni, è ormai nota. A fine giugno il giudice Barbara Malvasi ha infatti assolto gli ex assessori Daniele Sitta e Stefano Prampolini, i dirigenti comunali Stancari e Villanti (quest’ultimo oggi pensionato), la ex soprintendente di Bologna e Modena Paola Grifoni e la dirigente Graziella Polidori. Immediata anche la revoca del sequestro giudiziario degli scheletri in cemento, da oltre tre anni, pugno in un occhio nel parco storico. Bisognerà - in ogni caso - aspettare per comprendere che accadrà sia sul fronte giudiziario sia su quelli della tutela che sul piano comunale.

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Il Comune, ovviamente, una volta liberata in qualche modo l’area avrà di nuovo l’onere della ricostruzione anche perché i concessionari interessati hanno subito danni ingenti. Come annunciato più volte dall’assesore Vandelli ci sarebbe l’intenzione di riprendere in mano il progetto. Si parlava di strutture più leggere e meno impattanti, che potrebbero incontrare l’ok della Soprintendenza. Si vedrà. C’è poi da capire se la Procura farà ricorso o meno in appello contro la sentenza.
 

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