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Fanano dice no ai profughi e i turisti bocciano il paese

Si rivela un autogol la dura presa di posizione contro l’arrivo dei richiedenti asilo. C’è chi ha disdetto la prenotazione: «Non andrò dove non si aiuta il prossimo»

FANANO. Il comitato di Fanano è pronto a fare le barricate contro i profughi, temendo che il loro arrivo rovini l’immagine turistica. Ma c’è chi pensa che l’immagine in realtà sia già stata rovinata da questo atteggiamento. Sulla pagina Facebook della Gazzetta sono piovute reazioni alla cronaca della serata di martedì. E diverse persone hanno assicurato, e ribadito telefonicamente, che non verranno a Fanano a trascorrere le loro vacanza. Non per i profughi, ma per la reazione del comitato e la sua raccolta firme.

«Pensavo di andare su, ma di stare in un paese così non mi va proprio», sottolinea Luisa Zaccarelli di Modena, che ha dato via al dibattito. «Quando si va in un posto per turismo, si sostiene anche quel luogo, e io non ho nessuna voglia di sostenere un contesto del genere. Non darei mai il mio appoggio economico a chi non si presta ad aiutare l’altro, e invito a fare lo stesso». «Io sono stato due settimane fa a Fanano alle cascate del Doccione, che sono uno dei miei posti preferiti in Appennino, ma non ci tornerò più per un bel pezzo», rilancia Fabio Nacchio Nastri, 29enne che oggi vive a Bologna, ma conosce bene la montagna visto che ha vissuto a Pavullo fino al completamento delle superiori. E da social media manager, sta spargendo la voce in giro invitando amici e conoscenti a fare come lui: «Dovevano venire in questi giorni a Fanano dei miei amici dalla Liguria – precisa – ma li ho convinti a disdire e andare da un’altra parte. Pur rimanendo nell’Appennino modenese, che non merita di essere tutto penalizzato per questo comportamento, a partire da Pavullo, che conosco bene. Qui nonostante il numero significativo di profughi non ci sono stati problemi, e anzi abbiamo assistito alla bella parabola della gente di Coscogno, che prima non voleva dieci persone e poi le ha quasi adottate vedendole nel bisogno».

Fanano però merita una bacchettata: «Mi dispiace molto penalizzare il paese, perché col mio lavoro io ho sempre cercato di promuovere la montagna modenese – ricorda – ma credo che queste persone cominceranno a ragionare solo quando subiranno una perdita economica».

«Non è giusto per pochi penalizzare tutti - avverte però il 38enne vignolese Eros Turchi, che ha la casa paterna a Fanano – bisognerebbe invece che dopo l’arrivo dei profughi arrivassero tante persone dalla pianura a Fanano per incontrarli e accompagnarli, magari con una maglietta con la scritta “Io non ho paura dei profughi”».

Intanto, sul fronte istituzionale si registra un’iniziativa senza

precedenti del prefetto Maria Patrizia Paba, che di fronte agli sviluppi ha convocato per lunedì alle 17 in Prefettura una delegazione composta da sindaco, consiglieri di minoranza, parroco e rappresentanti del comitato. Per vedere di ricomporre la situazione.
 

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