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Il parco è un dormitorio di mendicanti e ubriachi

I residenti lamentano il degrado dell’area verde tra corso Fanti e l’ospedale L’assessore Galantini: «Combatteremo il fenomeno anche con il Daspo urbano»

Un parco che, di notte, si trasforma in dormitorio, con persone che si accasciano sulle panchine e non si alzano se non dopo ore, alle prime luci dell’alba. Si tratta di mendicanti, ma anche di ubriachi, che, come segnalano alcuni cittadini residenti nelle vicinanze, stanno trasformando quello che una volta era uno degli angoli più intriganti del centro storico, in un dormitorio a cielo aperto. I cittadini sono esasperati da questa situazione, che si somma ad altre circostanze pericolose. «Assistiamo quotidianamente all’arrivo degli spacciatori - lamenta un residente - Più volte ho chiamato le forze dell’ordine e ogni volta che ci troviamo a passare di lì di sera rimaniamo con il fiato sospeso: speriamo sempre che non ci succeda nulla e a volte riteniamo che sia possibile ritornare a casa indenni soltanto per un colpo di fortuna. Abbiamo anche allertato il Comune di questa situazione». Questa situazione si affianca a quella della questua molesta che si verifica tra via Galilei e corso Fanti e che, in un’occasione, è sfociata in un episodio violento.

L’assessore alla sicurezza, Cesare Galantini, annuncia la linea dura contro il degrado con l’utilizzo, se necessario, del Daspo urbano, strumendo analogo a quello adottato negli stadi che prevede l’allontanamento di chi commette atti vandalici o contrari al decoro. «La polizia municipale sempre di più è impegnata nelle attività extra codice della strada, il rispetto del regolamento di polizia urbana - risponde Galantini - sui temi sollevati dal residente siamo convinti di dover fare un ragionamento complessivo, a 360 gradi, e non escludiamo alcun tipo di strumento. Stiamo vagliando anche quelli messi a disposizione dei Comuni dal Decreto Sicurezza con particolare riferimento al Daspo Urbano. Sul fronte abusivi e questuanti, da un lato cerchiamo di portare avanti un’azione preventiva attraverso il presidio del territorio, mentre a livello repressivo, la Polizia Municipale commina sanzioni unitamente alle altre forze di polizia, la cui collaborazione è fondamentale - prosegue Galantini - Fenomeni complessi esigono risposte altrettanto
articolate: sono convinto che si possa arrivare alla soluzione del problema solo diversificando le risposte. Il Daspo Urbano non è una bacchetta magica, né una panacea per risolvere tutti i mali ma, certamente, rappresenta uno strumento in più per accrescere la nostra efficacia».

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