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Duomo di Modena, un anno a “mezzo servizio”

A ottobre aprirà in una navata il cantiere post-terremoto, chiesa fruibile con sola chiusura delle parti interessate dai lavori

La buona notizia è che nell’autunno 2018 avremo un Duomo ancora più saldo dal punto di vista strutturale e in grado di durare sano e salvo nel tempo.

La cattiva notizia è che fedeli e turisti, a partire dal prossimo ottobre, per un anno dovranno subire qualche disagio recandosi presso la “Casa” di San Geminiano. La cattedrale modenese, infatti, sarà per circa quattordici mesi interessata a importanti lavori indispensabili per mantenere in buona salute l’antica chiesa romanica fondata nel 1099.

Si interverrà con attenzione sulle strutture delle navate, sulle volte, genericamente sugli interni e sulle coperture grazie a poco meno di un milione di euro arrivato grazie ai fondi per la Ricostruzione gestiti dalla Regione Emilia Romagna. Attualmente presso gli uffici del Capitolo Metropolitano - ossia la curia di Modena-Nonantola proprietaria dell’edificio - si stanno completando le procedure di appalto relative alla scelta tra dieci aziende di chi si dovrà incaricare del delicato intervento. Il direttore dei lavori invece c’è già, è l’ingegner Mario Silvestri che conosce bene e da molti anni la cattedrale tanto amata dai modenesi. «Si tratta di un’ottima notizia - spiega il professionista che negli anni scorsi, sempre insieme alla Soprintendenza aveva già seguito i restauri della parte esterna del Duomo e quelli riguardanti i danni post sismici del 2012 - perché così l’edificio sarà più solido. Intanto va ricordato che neppure questa volta chiuderemo la chiesa: i lavori dureranno circa un anno e divideremo il cantiere in due parti in modo tale che metà edificio sia sempre aperto per fedeli e turisti. E avremo la consulenza di un esperto come il prof Trombetta di Bologna».

L’ingegnere che seguirà i lavori con i colleghi illustra anche brevemente la tipologia di intervento: «Anche se è improprio chiamarli così, lo faccio per fare comprendere bene: si tratta di un miglioramento sismico per la cattedrale modenese. Interverremo in particolare sulla navata, sulla copertura della chiesa, sulle catene che sono un elemento strutturale antico e solido e sulle volte del Duomo».

Il cantiere come detto in apertura si aprirà in ottobre, dopo che a fine settembre il Duomo sarà teatro di un altro importante evento, la nomina ad arcivescovo del modenese don Giacomo Morandi. Il mese scorso, infatti, il prelato nato sotto la Ghirlandina è stato nominato da papa Francesco nuovo segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede. E l’ordinazione in quella che don Morandi ha definito la “sua” chiesa non può che avvenire a Duomo pienamente operativo. Se questi lavori, vista la notorietà dell’edificio sacro che si è deciso non sia più parrocchia, sono i più evidenti, occorre ricordare che altri interventi alle chiese stanno proseguendo.

Stanno per terminare, ad esempio, quelli relativi alla chiesa di San Giorgio tra via Farini e il Palazzo Ducale mentre sono appena partiti quelli alla chiesa seicentesca di Sant’Agostino al fianco di palazzo dei Musei che ha subito molti danni durante il sisma. A tempo di record, già da tempo, sono inoltre stati completati i lavori di messa in sicurezza e miglioramento antisismico presso la basilica di San Pietro a due passi dai viali. Certo, purtroppo tanti edifici restano ancora chiusi e non è un bene per la città. San Biagio in via Emilia, ad esempio necessiterà di tempi lunghi, mentre forse si farà prima con il Tempio dei caduti
in piazza Natale Bruni. Per quanto riguarda i beni culturali, infine, il sito della Regione www.openricostruzione.it, informa che sul territorio modenese finora sono previsti 116 interventi per un totale di 107 milioni di euro da investire: 49 interventi per 13 milioni sono in attuazione.

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