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Modena, esce di casa e sparisce: moglie ottiene il divorzio

Modena. Da 8 anni non contatta e non aiuta la famiglia, per la bimba mai regali o chiamate I giudici: «È disinteresse totale: matrimonio sciolto, affidamento solo alla madre»

MODENA Se ne è andato di casa quando sua figlia aveva pochi mesi e non è mai più tornato, non si è mai più fatto sentire, non ha mai dato un contributo economico alla moglie e alla figlia. Per questo motivo il Tribunale Civile di Modena ha accolto le richieste della moglie dichiarando lo scioglimento del matrimonio e affidandole in via esclusiva la figlia minorenne. Al padre assente ha concesso - caso mai ne avesse voglia - di incontrare la figlia per un solo pomeriggio alla settimana.

Se sono purtroppo frequenti i casi di abbandono della famiglia, questo presenta dei risvolti gravi: per otto anni il marito non si è mai fatto vedere se non in occasione di un’udienza per la separazione davanti al giudice e ha fatto sì che la sua famiglia vivesse in ristrettezze economiche in un piccolo appartamento ricavato nella casa dei genitori di lei, nonni della bambina.

LA STORIA Quando si sono sposati, erano due ventenni. Poco dopo è nata una bambina. E quando la figlia aveva ormai dieci mesi, un giorno il padre se ne è andato di casa senza tornare mai più. La bambina è cresciuta senza sapere che faccia avesse. «Non ricorda nulla, non sa chi sia», è stato riferito ai giudici. Solo l’anno successivo all’allontanamento, l’uomo si è rifatto vivo per l’udienza di separazione in tribunale, avvenuta nel 2010. Subito dopo è sparito nel nulla: non si sa neppure esattamente dove si trovi, se in Italia o all’estero.

Per questo la moglie, anche se separata con sentenza del tribunale di Modena nel 2014, ha chiesto ai giudici di andare oltre per ottenere un divorzio a pieno titolo, anche senza il consenso del coniuge separato. E i giudici del Tribunale Civile di Modena hanno riconosciuto che la sua domanda era fondata e l‘hanno accolta.

Lo scioglimento del matrimonio tra la modenese e l’ex marito è stato dichiarato nella sentenza considerando lo stato di assenza durato ben otto anni mentre la figlia piccola cresceva e anche il fatto che l’uomo sia rimasto contumace persino di fronte alla richiesta di divorzio, fatti che secondo i giudici «dimostrano che l’unione materiale e spirituale tra i coniugi non può essere ricostruita».

Le cause della crisi tra i due non sono emerse nel corso del processo civile, ma di fatto sono state confermate le ragioni che erano state esposte al momento della separazione. Considerando il completo disinteresse paterno, i giudici aggiungono nella sentenza l’ordine di affidare la piccola in esclusiva alla madre «anche perché l’irreperibilità di fatto del padre rende impossibile una gestione efficace e tempestiva delle esigenze della prole».

L’uomo ha chiuso ogni rapporto non solo con la moglie ma anche con la figlia «senza mai chiedere sue notizie – scrivono i giudici – senza mai nemmeno fare un regalo o fare una telefonata il giorno del compleanno, né occuparsi dell’educazione o della sua istruzione. Una situazione di disinteresse totale, al punto che la minore non ha alcun ricordo della figura paterna, scomparsa dalla sua vita, quando aveva dieci mesi. Inoltre, il padre non ha mai contribuito economicamente al suo mantenimento”. Ci pensa la madre che con la figlia è costretta a convivere nel minialloggio nella casa dei genitori e deve pagare tutte le utenze coi pochi soldi che riesce a guadagnare con lavori saltuari».

Di fronte a questa situazione l’affidamento in esclusiva alla madre si giustifica, secondo i giudici, col fatto che sarebbe contrario all’interesse della bambina un affidamento anche al padre, «un genitore che si sottrae a una frequentazione e addirittura a una reperibilità è

nocivo per gli interessi della prole». Caso mai l’uomo si rifacesse vivo e manifestasse un qualche interesse per la figlia, secondo i giudici è sufficiente che la incontri un pomeriggio alla settimana ma «vanno esclusi periodi di permanenza prolungata anche durante le vacanze».
 

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