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Referendum Aimag: c’è chi dice “No” e spinge per la fusione

Rossano Bellelli guida il comitato sostenuto anche dal Pd «In campo contro chi ha sempre criticato e ora fa il difensore»

Il clima intorno al referendum sul futuro di Aimag, promosso dal comitato Acqua Pubblica di Carpi, si sta facendo sempre più incandescente. All’avvicinarsi del 10 settembre, si è costituito ufficialmente il comitato per il No, in aperta polemica con le forze che sostengono il Sì, ovvero: Acqua pubblica, Fratelli d’Italia, Carpi Futura, Lega nord, Articolo Uno, SI, comitato Carpi differente per il sì, Movimento 5 stelle e il consigliere del Gruppo Misto Roberto Arletti. I sostenitori del Sì sottolineano la propria contrarietà a un’eventuale incorporamento di Aimag in Hera, ipotesi sul piatto insieme a una possibile aggregazione con la mantovana Tea.

A favore del comitato per il No, invece, si sono già schierati: il Pd che definisce il quesito referendario “mal posto, non utile, se non addirittura fuorviante” e alcuni esponenti della lista Carpi 2.0 che ha sostenuto la candidatura a sindaco di Alberto Bellelli. Si sta valutando in questi giorni, inoltre, la partecipazione, alla campagna del comitato per il No, di qualche assessore. A breve verrà avviata, infatti, un’intensa comunicazione da parte del gruppo appena costituito, che prevede anche la divulgazione dello slogan: “Meglio di No”, con l’ultima parola scritta a caratteri cubitali sul materiale che verrà esposto negli spazi pubblici previsti.

Le iniziative si intrecceranno e affiancheranno quelle organizzate dai sostenitori del Sì: il momento clou sarà il confronto pubblico previsto alla sala Congressi di via Peruzzi il 30 agosto, al quale dovrebbe prendere parte anche il sindaco Bellelli.

Coordinatore del comitato per il no è lo storico esponente della Democrazia Cristiana, carpigiana e non solo, e tra gli ideatori della lista Carpi 2.0: Rossano Bellelli. «Quanto mi fa polemizzare contro chi sostiene le ragioni del sì - dice Bellelli - è l’improvviso innamoramento nei confronti di Aimag. In passato, ogni volta che la multiutility prendeva iniziative quali, ad esempio, l’introduzione della tariffa puntuale, le scelte sono sempre state criticate da alcune delle forze che sostengono il sì. Invece, ora, c’è una difesa a spada tratta di Aimag. Io sono a favore di un’aggregazione, perché le società municipalizzate oggi sono tante, troppe, in Italia (quasi 8mila). Tutto ciò produce una lunga serie di poltrone legate a presidenti, consiglieri e revisori. Anche per questo motivo, io mi sono dichiarato, sin dai primi tempi in cui si è iniziato ad affrontare l’argomento, favorevole a un accordo con Hera. È necessaria un’aggregazione: per ridurre i costi opprimenti a carico dei cittadini e il numero di cariche inutili. Non è vero che l’acqua non sarebbe più in mano pubblica: nel caso di un accordo con Hera la proprietà rimarrebbe per la maggior parte in capo ai Comuni».

E un accordo con la mantovana Tea? «Si tratta di
valutare le dimensioni che vogliamo dare all’operazione - conclude Bellelli - Tea rappresenta una realtà piccola. Nel giro di poco ci sarà la gara del gas come prevede la legge Bersani: anche Tea potrebbe essere un partner con cui valutare un’alleanza».

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