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Modena, multato venti volte perché senza ticket ma lui non era sul bus

Il perseguitato: qualcuno continua a riferire il mio nome al controllore che lo vuole sanzionare perchè “portoghese”

Come nella famosa scena comica di Ajeje Brazorf e del controllore di bus messa in scena da Aldo, Giovanni e Giacomo. Solo che in questo caso non fa per niente ridere.

Due giorni fa su Facebook è apparso il post, subito molto commentato, di un giovane modenese che ha denunciato sui social quello che pare un disservizio vero e proprio.

Il ragazzo ha spiegato infatti di avere ricevuto dal 2010 al 2015 ben 19 multe per non avere timbrato il biglietto su bus di Modena.

Peccato che lui su quegli autobus non ci è mai salito senza ticket. Ecco quindi svelato l’arcano: un anonimo viaggiatore a sbafo negli anni scorsi deve avere avuto la bella pensata di dare le generalità del ragazzo modenese al posto delle sue. Evidente un suo conoscente o qualcosa di simile.

Un nome dunque reale, meno divertente di Ajeje Brazorf, ma nel caso modenese sicuramente reale visto che il protagonista suo malgrado della vicenda appare sui 19 verbali della società di trasporto pubblico Seta. L’ultimo di questi verbali è anche stato diffuso via social e fa un certo effetto vedere come il controllore di Seta ha elevato questa multa per mancanza di biglietto il 3 marzo 2015. Controllore che, dopo avere segnato che il “portoghese” non aveva il biglietto, ha indicato l’assenza di un documento del “beccato”. E di conseguenza ha scritto evidentemente il nome declinato dalla persona che aveva davanti. Che appunto è il nome di un ragazzo che nella vicenda non centra nulla.

Un episodio, tra l’altro, chiaramente da non sottovalutare poiché in ballo ci sono molti soldi visto che l’importo totale di 19 multe vanno da un minimo di 855 euro a un massimo di 4560.

Tanti i commenti a seguire il post del ragazzo vittima di questo incidente, compresi un paio che riferiscono di avere subito lo stesso scherzetto.

E le parole contro Seta e l’autore anonimo delle scherzetto - comprese quelle del post del ragazzo che non sono riferibili - non sono proprio gentili. Su Facebook la vicenda appare quindi
molto reale e, nel caso, dà adito una serie di domande. Una prima fra tutte. Se il dipendente Seta che trova qualcuno senza biglietto e senza documenti si limita a indicare nome e indirizzo che gli vengono declinati non si corre il rischio che tantissimi viaggino gratis dando nomi falsi?

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