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Siccità, il conto è salato «Danni per 300 milioni»

Coldiretti invoca la Regione: «Dichiari lo stato di calamità per le aree più colpite» Dalla raccolta di pomodoro alla frutta, dal latte al mais: i guai per le produzioni

Le alte temperature, il calo delle precipitazioni «del 60% rispetto alla media 2001-2015», e in alcuni casi anche la grandine, «hanno determinato, in Emilia-Romagna, danni all'agricoltura per circa 300 milioni di euro, 100 dei quali concentrati nelle province di Piacenza e Parma, le prime e le più intensamente colpite dalla siccità».

Sulla base di questi dati la Coldiretti ora chiede al presidente della Regione Stefano Bonaccini di «intervenire per delimitare le aree colpite, in modo da consentire il riconoscimento dello stato di calamità». In una nota, l'associazione loda anche «l'intesa tra le regioni Emilia-Romagna e Liguria sulla necessità di trovare un accordo per incrementare il rifornimento di acqua in Val Trebbia dalla diga del Brugneto», annunciata da Bonaccini davanti alla giunta direttiva dell'organizzazione, definendola «un importante passo per trovare risposte non contingenti al problema della siccità, ormai diventato strutturale in emilia-romagna a causa dei cambiamenti climatici».

Ecco la situazione delle varie colture in Emilia Romagna:

Pomodoro: il caldo e la siccità, oltre a far crollare la produttività per chi non ha potuto irrigare, hanno accorciato la stagione di raccolta a causa della maturazione più veloce, creando problemi nella fase di trasformazione. I produttori hanno dovuto sostenere maggiori costi .

Vino: Coldiretti stima un calo produttivo del vino del 20% rispetto al 2016, passando da 7,8 a 6,2 milioni di ettolitri. La produzione sarà ottima.

Frutta: il problema principale non è dovuto tanto alla siccità, ma all’eccessivo caldo che ha determinato una concentrazione delle maturazioni con conseguente eccesso di offerta sul mercato. Questa situazione, rileva Coldiretti regionale, ha portato i prezzi pagati ai produttori ben al di sotto dei costi di produzione.

Grano: caldo e mancanza di acqua hanno ridotto la produttività con un calo stimato da Coldiretti regionale attorno al 15%, ma con qualità altissime, soprattutto per il grano duro.

Mais: è una delle produzioni che ha maggiormente risentito del caldo e della siccità, con produzioni più che dimezzate.

Riso: un discorso a parte merita il riso, che a causa del caldo avrà quest’anno un anticipo di raccolta di una decina di giorni (si partirà attorno al 10-15 di settembre). .

Miele: prima le gelate primaverili che hanno “bruciato” i fiori, poi il caldo e la siccità che li hanno seccati, hanno privato le api del loro bottino. Secondo Coldiretti Emilia Romagna, la produzione di miele sarà dimezzata in Emilia Romagna,

Latte: gli animali stressati dall’eccessivo caldo, bevono di più, ma producono meno latte. Coldiretti Emilia Romagna
stima un calo produttivo di latte attorno al 15% per i mesi estivi.

Castagne: caldo e siccità hanno messo in crisi anche la produzione di castagne e marroni. Le piante nelle aree di maggiore pendenza e maggior altitudine hanno quasi tutte perse le foglie e i frutti.

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