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Aimag, il futuro nelle mani del sindaco

Il mancato raggiungimento del quorum rimanda il pallino a Bellelli. Il voto di domenica un banco di prova per le elezioni

Pur non avendo raggiunto il quorum del 50% più uno degli elettori, il referendum sul futuro di Aimag è destinato a fare discutere ancora a lungo. Innanzitutto perché i promotori del referendum, diverse anime talvolta molto distanti fra loro per storia e battaglie sul campo, hanno proclamato vittoria davanti al sindaco Bellelli, dicendo che il 23,36% di elettori pari a 14454 cittadini si è espresso sul quesito e non va ignorato. Il secondo punto riguarda lo stesso primo cittadino. Se l’ex presidente di Aimag, Mirco Arletti, ha detto chiaramente, dalle colonne della Gazzetta, che “Aimag dovrebbe allearsi con Hera per vincere le sfide del futuro”, il sindaco Alberto Bellelli ha invece sottolineato a più riprese che “non è scontata una partnership con Hera”. “Se Aimag avesse un promesso sposo non uscirebbe con altri sette fidanzati”: queste parafrasate le parole del sindaco durante il confronto pubblico con il comitato per il Sì, riferendosi alle manifestazioni di interesse verso la multiutility.

Eppure, durante più riunioni del Pd, da almeno due anni, si parla di una possibile partnership fra Aimag e Hera, ipotesi sul piatto insieme a una possibile aggregazione con la mantovana Tea. Il parere dei Comuni non è unanime all’interno del patto di sindacato. Tra i sindaci c’è chi si è espresso a favore di Tea. I fari rimangono pertanto puntati sul sindaco Bellelli.

Nel frattempo, il referendum di domenica è stato un interessante banco di prova in vista delle amministrative del 2019. Buona parte delle forze politiche che hanno sostenuto il Sì sono all’opposizione: il fatto che la consultazione non abbia raggiunto il quorum ha di certo ringalluzzito il centrosinistra. Il 23,36% diventerebbe una percentuale interessante in caso di ballottaggio. Lo scenario si fa ancora più intrigante se si considera che Sinistra Italiana, sostenitrice della Giunta nella quale conta un assessore - Cesare Galantini - si è schierata a favore del Sì al referendum e, quindi, in aperto contrasto con il sindaco Bellelli che da subito ha definito inutile il quesito, e il Pd, partito di maggioranza in città. Chissà, quindi, che la consultazione di domenica non sia un’anteprima di inedite alleanze fra Sinistra Italiana, Carpi Futura e Movimento 5 Stelle alle
prossime politiche. Nel frattempo, Marco Reggiani, segretario cittadino del Pd ribadisce quanto già dichiarato dal sindaco Bellelli: «occorre modificare le regole per consentire sì la più ampia partecipazione dei cittadini, ma anche per evitare di gettare le risorse pubbliche».



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