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Crepe in una palazzina: evacuate sei famiglie

Formigine. In tutto 14 persone hanno dovuto dormire da parenti o in albergo «Un boato, poi abbiamo visto la lesione». Sul posto i vigili del fuoco e il sindaco  

FORMIGINE. Sono stati attimi di paura quelli vissuti in una palazzina di Magreta sabato verso ora di pranzo, quando l’intonaco e alcune mattoni di uno dei muri esterni si sono sgretolati, obbligando l’evacuazione delle sei famiglie che vi abitano. Il fatto è avvenuto al civico numero 14 di via Palmieri, strada residenziale di Magreta, in un palazzo di tre piani costruito una cinquantina di anni fa, che fino a nuovo ordine resta inagibile, anche se una prima verifica ha escluso il pericolo di crollo.

«Ero in casa con mia figlia - racconta Marco Cioni, inquilino del primo piano - quando ad un certo punto si è sentito un forte rumore provenire dalla zona del balcone». Il signor Cioni indica l’ampia zona danneggiata: «Ecco, in quel punto il muro si è lesionato». Fa riferimento ad un’area che si trova esattamente a metà del suo balcone, un punto in cui il muro si è aperto. Non stiamo parlando di una voragine da parte a parte, ma di una lesione che ha fortemente preoccupato gli inquilini: «È ben visibile anche nella facciata interna del muro. Mia figlia ha immediatamente chiamato i vigili del fuoco». Giunti sul posto con una squadra, i pompieri hanno fatto uscire tutte le persone dall’abitazione ed hanno controllato i muri portanti in cerca di altre crepe.

«Non ne hanno trovate di nuove, solo un paio che, però, erano apparse anni fa, ancora prima del terremoto del 2012 e su cui erano già stati fatti dei lavori». I vigili del fuoco hanno informato il sindaco Maria Costi della situazione che ha firmato l’inagibilità in attesa di verifiche, facendo anche un sopralluogo per parlare con le famiglie. Si tratta in tutto di 14 persone divise in sei appartamenti: nessuno ha chiesto l’aiuto del Comune e da tre notti dormono o da parenti o in albergo.

Ieri mattina si è svolta la prima verifica da parte di un ingegnere strutturista che ha tranquillizzato gli inquilini: «Ci ha detto - spiega il signor Cioni - che la situazione non è così grave e che la palazzina, nonostante quel danno, resta solida. Chiaramente ci saranno da fare dei lavori per sistemare la situazione».

Dovranno essere eseguite ulteriori verifiche sulle fondamenta, per capire se siano intatte o se vi siano danni più gravi, ma l’allarme pare sia rientrato.

«Io dormirò in casa stanotte (ieri notte, ndr) perché mi sento tranquillo e poi io abito qui da 45 anni», racconta Cioni.

Altri, invece, hanno preferito, almeno per la notte scorsa, dormire ancora fuori casa. Ci sono stati momenti di profonda preoccupazione nei giorni scorsi, a causa di quel senso di sicurezza che viene a mancare e che dovrebbe essere sacrosanto, almeno tra le mura domestiche. Il sindaco Costi, nel frattempo, quando avrà tutta la documentazione necessaria potrà firmare il via libera per il ritorno in casa degli inquilini, che a quel punto dovranno svolgere i necessari lavori per mettere in totale sicurezza la struttura.


Sembra che le cause della lesione siano da imputare al grande secco di questa estate, che ha fatto abbassare il terreno sottostante, o al lavoro silenzioso ed inesorabile delle radici dei grandi pini presenti in giardino. (gib)
 

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