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L'aceto balsamico di Cavezzo diventa britannico

Il colosso Associated British Foods acquisisce il 100% dal Fondo Clessidra e dai due fondatori di Acetum, Mazzetti e Bombarda: operazione da 300 milioni di euro

Nel 2015 Cesare Mazzetti e Marco Bombarda comunicarono ufficialmente la vendita dell’80% dell’azienda Acetum di Cavezzo, produttrice di aceto balsamico Igp, al Fondo Clessidra di Claudio Sposito. In quella circostanza molti osservatori affermarono che all’azienda era stata data una valutazione di circa 200 milioni di euro. «Obiettivo di questa operazione - dissero allora i responsabili di Clessidra - è la creazione di un polo mondiale degli aceti e dei condimenti, basato sul Made in Italy».

Sono trascorsi due anni e ora, con un’operazione valutata complessivamente nell’ordine dei 300 milioni di euro, Clessidra ha ceduto la sua quota di maggioranza di Acetum alla società britannica Abf (Associated British Foods), quotata al London Stock Exchange, famosa nel mondo per il marchio Twinings del tè e per i negozi Primark.

La società britannica ha annunciato di «avere acquisito la modenese Acetum Spa», leader nella produzione e nella distribuzione dell'aceto Igp modenese con i suoi cento dipendenti. Il pacchetto dell’accordo include Mazzetti, marchio leader in Germania e Australia, e anche Fini.

Cesare Mazzetti e Marco Bombarda, i fondatori dell’azienda, hanno ceduto il loro 20 per cento della società ma resteranno nell’impresa di Cavezzo, rispettivamente come presidente e direttore del business. La produzione è destinata a restare in Italia, e in Emilia in particolare, avendo ottenuto l'aceto prodotto l'indicazione geografica protetta da parte dell'Unione Europea.

Ora Associated British Foods ha quindi il controllo del cento per cento di Acetum: questo colosso del settore alimentare è conosciuto nel mondo per la distribuzione del tè Twinings (le famose bustine verdi, l'English Breakfast, l'Earl Grey), 134 miliardi di sterline di vendite, 130mila dipendenti in 50 Paesi.

La notizia ha suscitato reazioni diverse. La prima a intervenire è stata l’associazione Coldiretti: «Ci auguriamo - ha detto Mauro Tonello, presidente Emilia-Romagna - che il cambiamento di proprietà non significhi lo spostamento delle fonti di approvvigionamento della materia prima a danno dei coltivatori dell'Emilia-Romagna che offrono il prodotto agricolo di più alto standard qualitativo. Perché il disciplinare voluto dall'Unione Europea per l'aceto balsamico Igp ammette l'uso di mosti provenienti da tutto il mondo e l'utilizzo di un prodotto estero rischia di aumentare con l'acquisizione da parte di società straniere di marchi alimentari italiani di primaria importanza».

Poi il parlamentare Giovanni Paglia di Sinistra Italiana: «Purtroppo - ha affermato Paglia - questa è la triste realtà di un Paese che ha ormai ceduto all'estero i tre quarti dei suoi marchi alimentari».

Di altro parere il Consorzio

per la tutela dell'Aceto balsamico di Modena: «Un segnale di fiducia da parte del mercato che evidentemente riflette la salute e l'attrattività del settore dell'aceto balsamico di Modena», ha detto Federico Desimoni, d.g. del consorzio.
 

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