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 Musti: «Donne modenesi, denunciate gli uomini che vi picchiano»

L’appello del procuratore capo di Modena dopo l’arresto del 26enne che ha malmenato la moglie al settimo mese: «Troppe donne anche italiane lasciano correre»

MODENA «Il caso dell’immigrato nigeriano arrestato dalla polizia municipale per lesioni gravi alla moglie, picchiata in stato di gravidanza avanzata (al settimo mese), la Procura di Modena ha potuto richiedere la convalida dell’arresto e anche una misura cautelare in quanto fortuitamente nella ricostruzione del fatto ha accertato che questa azione violenta, di una gravità inaudita, era stata commessa dall’uomo per futili motivi».

I FUTILI MOTIVI Così ieri mattina il procuratore capo Lucia Musti ha commentato la vicenda di violenza tra le mura domestiche contro una donna incinta che però, poche ore dopo, ha deciso di non sporgere denuncia contro il marito. I futili motivi che invece hanno permesso di arrestarlo è stata la sua assillante richiesta del suo cellulare che aveva la moglie. «È stato grazie all’aggravante dei futili motivi che abbiamo potuto procedere d’ufficio - sottolinea la Musti - e quindi il pubblico ministero Lucia De Santis ha potuto fare il proprio dovere. Se non ci fosse stata questa aggravante, se per dirla brutalmente la donna fosse stata colpita senza alcun motivo, a fronte di una mancata presentazione di querela della donna, il pm avrebbe dovuto archiviare e quasi chiedere scusa al marito per l’arresto temporaneo che aveva subito», ha spiegato il procuratore.

Che ha subito dopo aggiunto: « Questo per dire che di fronte a fatti così gravi che secondo il legislatore sono procedibili a querela è fondamentale che le donne di qualunque etnia presentino querela, perché non è un problema di etnia»

LE DENUNCE «Purtroppo notiamo che da un punto di vista statistico spesso e volentieri anche le donne europee non denunciano gli uomini che le picchiamo. E quindi noi dobbiamo procedere richiedendo l’archiviazione, come è giusto che sia. Poi magari in seguito scopriamo che questa stessa donna dopo due o tre anni è stata uccisa. Quindi bisogna presentare le querela, per se stessi e per le altre donne. È il mio appello come procuratore della Repubblica».

Al marito violento. il nigeriano 36enne S.E., è

stato convalidato l’arresto con la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare. Il nigeriano sarà processato con rito abbreviato. Il difensore, avvocato Matteo Dorello, ha ottenuto che sia ascoltata la moglie, mentre la procura porterà gli agenti della municipale.
 

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