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Modena. Chiude Man, storia della moda maschile

Il negozio di corso Duomo si ferma a dicembre. «L’eleganza è cambiata: nel 1983 vendevo 2200 cravatte, oggi 200»

MODENA. Sessant’anni passati nel mondo dei tessuti e non sentirli.

Per Sergio Bizzarri, titolare dello storico negozio specializzato in abbigliamento di alta gamma per uomo, è arrivato il momento di dare l’addio a una vita passata in mezzo alla moda dopo aver iniziato da ragazzo, come garzone, nel laboratorio di sartoria del padre.

Ora che di anni ne ha 74 e che come sempre ha al suo fianco la moglie Mariarosa Popoli, 67 anni, si è deciso per il grande passo per mettersi a riposo. A fine anno chiuderà i battenti del negozio di Corso Duomo, punto fermo dal 1983 per l’eleganza di professionisti, imprenditori e vip. Nei suoi ricordi c’è anche quello di aver avuto come clienti Marcello Mastroianni: «Venne da me perchè cercava una cravatta giusta per il suo completo - dice - quelle che aveva non lo soddisfacevano. Trovò quella giusta e ci salutammo con cordialità».



Buone maniere, sorriso sempre pronto e arguzia geminiana a portata di mano anche quando si è trovato di fronte personaggi con taglia extralarge. Niente nomi, ovviamente, come si usa tra gente di mondo. Oggi però l’eleganza dei modenesi è veramente cambiata, lo stile è meno formale.

I cappotti ad esempio si sono accorciati parecchio: non è più così freddo, si cammina poco a piedi e si passa molto più tempo in auto. Più pratici sono i piumini e i giacconi, con tante tasche a disposizione.

«È cambiato il mondo - riassume Bizzarri, impeccabile nel suo maglioncino di cotone blu sopra una camicia a riche bianche e rosse - Quando ho iniziato a fare l’apprendista mio padre mi ha mandato per alcuni periodi dai più bravi sarti modenesi dell’epoca, da Izzi a Bertacchi solo per citarne due. E poi ho cominciato a fare il sarto io stesso, affrontando con forbici, ago, filo e macchina da cucire ogni abito, partendo dai tessuti. Oggi i completi già pronti con giacca e pantalone non hanno rivali dal punto di vista del prezzo e chi tiene a un abbigliamento su misura deve organizzarsi. Nell’83, ad esempio, ho venduto 2200 cravatte contro le 200-300 di oggi e poco più di 2 mila maglioni contro i 200 di quest’anno. Vanno bene pantaloni e camicie, i capi spalla vanno meno ma hanno i loro estimatori tra i professionisti e clienti con un alto ruolo sociale».

«La mia storia - aggiunge - è semplice. Ho iniziato come sarto con un collega di grande valore come Bertacchi, mi sono messo in proprio nel ’75 con Serri, con il marchio Man e le nostre iniziali. In corso Duomo ci siamo dall’83».

Così dicendo mostra le foto dell’inaugurazione, con Maurizio Costanzo come ospite d’onore, già protagonista della pubblicità della Frarica dei fratelli Righi di Carpi per cui fu coniato lo slogan della “camicia coi baffi”.

Nella vetrina i cartellini indicano con discrezione i prezzi dei saldi. Una camicia a maniche corte va dai 60 ai 70 euro in su, anche se l’offerta indica la riduzione di prezzo del 40%; una riprova dei capi di alta qualità che hanno garantito il successo dell’emporio per quasi quattro decenni.

«Cosa farò dopo? - conclude - Magari andrò in Inghilterra e in Scozia; per anni ho venduto maglioni che venivano da lì ed ero un punto di riferimento per chi amava la moda inglese. Sono contento di quello che ho fatto, della gente che ho incontrato nel mio mestiere, ma ora servono giovani al passo coi tempi».
 

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