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Modena: Smartphone, presidi e professori favorevoli

La maggior parte sta col ministro Fedeli: «L’utilizzo delle nuove tecnologie può essere positivo»

Smartphone come nuovi strumenti per la didattica o ridondanti strumenti tecnologici dagli effetti negativi per gli studenti? Sono i due poli opposti della polemica scaturita dalla dichiarazione del Ministro Fedeli, che appoggia l’uso dei cellulari in aula e che proprio in questi giorni lavorerà per dettare nuove linee guida sull’argomento. Cosa si aspettano gli studenti modenesi da questa notizia? E qual è la posizione dei dirigenti scolastici? «Il nostro istituto ha già un regolamento sull’ ...

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Smartphone come nuovi strumenti per la didattica o ridondanti strumenti tecnologici dagli effetti negativi per gli studenti? Sono i due poli opposti della polemica scaturita dalla dichiarazione del Ministro Fedeli, che appoggia l’uso dei cellulari in aula e che proprio in questi giorni lavorerà per dettare nuove linee guida sull’argomento. Cosa si aspettano gli studenti modenesi da questa notizia? E qual è la posizione dei dirigenti scolastici? «Il nostro istituto ha già un regolamento sull’uso dei telefonini, - chiosa Stefania Giovannetti, dirigente del liceo Wiligelmo - che però è vecchio di anni. Attualmente non è consentito l’accesso a internet se non per scopi didattici e sotto il controllo del docente.

Lo smartphone in classe, gli studenti ai prof: ''Saremo noi a darvi lezione''

Anche un professore del Corni che si autodefinisce “giurassico”, Massimo Panari, è per «l’uso senza abuso» dei cellulari: «Si può usare qualsiasi strumento tecnologico per motivi e scopi diversi, non sono aprioristicamente contrario. Il problema è l’abuso: non nel senso dell’eccesso, nel senso della scorrettezza. Potrebbe essere utile indicare ai ragazzi l’uso corretto dello strumento, il groviglio sta poi nello stabilire una gerarchia dei valori della correttezza». I più scettici, sembrano essere paradossalmente proprio i ragazzi: «Per me sarebbe più una distrazione», ammette Morgan Di Pascale, studente del Selmi. «Mi piacerebbe avere la possibilità di usare il cellulare, ma non credo che studierei» confessa anche Federico Braidi, del Corni. Il suo amico, Andrea Giovanardi, descrive l’uso degli smartphone «più una distrazione che una cosa utile. Anche se - ammettono entrambi - a volte in classe il cellulare si usa già. Magari è proprio il prof che chiede di connettersi a internet per controllare un’informazione». (e.d.)