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Aereo caduto: non ci sono indagati

La morte di Antonio Dettori attribuita dai primi riscontri ad una manovra errata dell’ultraleggero che pilotava 

PAVULLO . Non ci sono indagati al momento per l'incidente aereo che è costato la vita domenica mattina a Pavullo ad Antonio Dettori, 67enne originario della Sardegna ma residente da tempo in paese.

La Procura (pm Claudia Ferretti) intanto ha inserito l’informativa redatta dai carabinieri di Pavullo in un fascicolo registrato nelle notizie non costituenti reato. Prevale insomma, come avevano fatto presagire i primi riscontri, la considerazione dell’accaduto come incidente causato solo da responsabilità personale del pilota, che viaggiava su mezzo proprio (un ultraleggero tipo Flag) e si è schiantato in un campo nell’area esterna dell'aeroporto.

Fatale, secondo i primi riscontri, una brusca manovra in un contesto che vedeva una sensibile presenza di vento (l’Arpa sabato aveva diramato anche un’allerta), in particolare quello proveniente da sud ovest, insidioso per il suo effetto in discendenza dal crinale di Montecuccolo.

Dettori era decollato intorno alle 9.30 dal Paolucci attraversando la provincia per atterrare nel campo di aviazione di Sassuolo. Qui si era fermato una mezzoretta a chiacchierare con gli amici (in particolare con Vincenzo Flori, ultima persona a vederlo vivo) poi era ripartito alla volta di Pavullo. Alle 11.10 ha chiamato l’aeroporto dicendo che sarebbe atterrato nell’arco di 3 minuti sulla pista in direzione 2.0 verso il Cimone. Ma è arrivato alto (così è stato avvistato dal personale ma anche dall’elicottero del 118 che stava rientrando dietro di lui), e questo lo ha spinto a “riattaccare”, ovvero annullare l’atterraggio per ripeterlo dopo essersi riposizionato. Se fosse andato avanti, con tutta probabilità ce l’avrebbe fatta a toccare terra lo stesso, visto che la pista è molto lunga. Invece Dettori, nel tentativo di riposizionarsi, ha fatto una forte virata a destra che a causa anche del vento ha portato l'ultraleggero a inclinarsi sull’ala destra, perdere potenza e, visto che il mezzo era già lento, andare in stallo, ricadendo poi a vite in modo incontrollabile. Uno schianto terribile, a 80 metri circa dall’aeroporto, che ha disintegrato il mezzo (un tre assi con tubolari di metallo e rivestimento in tela plastificata) non lasciando scampo al pilota, morto sul colpo nonostante i soccorsi immediati. Un incidente causato insomma da quella che di primo acchito si può considerare una manovra errata, e tragica.

Il velivolo poteva considerarsi nuovo, acquistato da lui pochi mesi fa in sostituzione del suo vecchio ultraleggero.
Attualmente si trova in stato di sequestro sotto custodia dell'Autosoccorso Pavullese, che ha effettuato il recupero, e non vi sono notizie di eventuali perizie tecniche disposte dalla Procura, a conferma di una dinamica che pare da ascriversi solo a responsabilità personale.

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