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Carpi e Bassa, Aimag, accantonata la fusione con Hera

Da Carpi nasce l’idea di espandersi insieme a Geovest e Sorgea. Dalla Bassa l’ipotesi di una holding con la mantovana Tea

CARPI. L’ipotesi di una fusione tra Hera e Aimag è accantonata. D’altra parte, Aimag non può farcela da sola ad affrontare le sfide del futuro e ha bisogno di rafforzarsi. Questo lo scenario emerso dalla riunione del patto di sindacato che si è svolta ieri presso la sede mirandolese di Aimag.

Due le proposte principali emerse, dalle quali dovrà uscire una sintesi che, secondo le intenzioni dei sindaci dei Comuni soci dovrebbe essere votata definitivamente venerdì. Il voto, quindi, arriverà prima del termine ultimo per disdire l’appartenenza dei Comuni al patto di sindacato in scadenza il 30 settembre: pare ormai scontato che si vada avanti all’unanimità e, anzi, che una decisione condivisa da tutti i componenti dei soci comunali sia uno degli elementi imprescindibili per il futuro di Aimag. Senza questo aspetto, la governance della multiutility si potrebbe disgregare secondo lo stato d’animo comune emerso ieri.

Il sindaco di Carpi, Alberto Bellelli, ha messo sul piatto la proposta per la nascita di una “grande Aimag”, per la creazione di una multiutility che si consoliderà guardando a Sorgea e Geovest: rimane da definire, tutti insieme, quali sarà la modalità con cui avverrà questo rafforzamento della multiutility. Se, quindi, attraverso acquisizioni o altre formule. In seguito, si deciderà o meno se approntare una holding, ma il primo obiettivo è quello di consolidare la posizione della società con sede a Mirandola. Il modello industriale della holding è quello al quale puntano, invece, i sindaci della Bassa, oltre che dei Comuni mantovani appartenenti al bacino Aimag: modello previsto anche nella manifestazione d’interesse della mantovana Tea. Tra le ipotesi lanciate dai sindaci della Bassa, c’è quella della creazione di una holding con capitale pubblico. Per affrontare la gara del gas, poi, una delle ipotesi sul piatto è quella di una cordata d’imprese, un’Ati, in cui la capofila potrebbe essere As Retigas, controllata di Aimag. Da una sintesi di queste proposte, provenienti da Carpi e dalla Bassa, scaturirà, quindi, un quarto modello rispetto ai tre rimasti al centro dell’attenzione. Una volta scelta la strada si andrà a bando, nel caso sia necessario, per selezionare il partner con cui affrontare le sfide del futuro, tra cui quella del gas. Tra i soggetti con cui si potranno siglare

le partnership, da quanto affiorato dal patto di sindacato, sarebbe esclusa Hera. Questo, a meno che la stessa Hera non rinunci all’ipotesi di fusione e controllo su Aimag. Ma il colosso bolognese, ha sempre sostenuto di non accettare altre alleanze rispetto all’incorporazione.
 

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