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Sexy spot

Sexy spot

“Vogliamo un mondo in cui le donne non sono oggetti sessuali, ma possono averli tutti”. Oblio del congiuntivo a parte, ecco uno slogan pubblicitario che, a modo suo, ha fatto epoca. Per la prima...

“Vogliamo un mondo in cui le donne non sono oggetti sessuali, ma possono averli tutti”. Oblio del congiuntivo a parte, ecco uno slogan pubblicitario che, a modo suo, ha fatto epoca. Per la prima volta è andato in onda su diverse reti televisive nazionali uno spot che pubblicizza i sex toys, lanciato dall’azienda di e-commerce MySecretCase.

Vibratori, accessori e biancheria fanno capolino, con naturalezza, fra le mani di casalinghe, mogli e signore impegnate sul lavoro, per niente disperate, ma illuminate da un’aura di serenità che sembra emanata direttamente dagli oggetti multicolor. Sulla rete pullulano già i commenti al vetriolo di chi si è sentito offeso, che, tra l’altro, se crede, può fare denuncia allo IAP (Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria). “Con quella bocca può dire ciò che vuole”. Sono lontani i tempi in cui il sorriso di Virna Lisi illuminava la pubblicità del dentifricio Chlorodont ingenerando, in qualche bigotto dell’epoca, le stesse pruderie che avevano blandito lo slogan Durbans “Ti spunta un fiore in bocca” e costretto le gemelle Kessler a ingessarsi le gambe con calze così coprenti da poter contrastare, volendo, mine antiuomo. Gli scandali degli spot televisivi nel corso del tempo hanno riguardato anche un Cristo in croce ingenerosamente legato al letto in attesa di essere (forse) molestato da una donna, il celebre bacio fra un prete e una suora di una campagna di Oliviero Toscani e tanti altri ancora. Ora, fare finta che il gadget erotico non riguardi la vita di migliaia di persone è piuttosto ipocrita. MySecretCase, per esempio, prima dello spot promozionale, aveva già un giro d’affari pari a 200 mila gadget venduti. Grazie a un clic e a una carta di credito. Adesso i contatti sul sito sono aumentati del 300 per cento. Ma rappresentare un vibratore maneggiato come un elettrodomestico da cucina, o alludere a un accessorio della gamma corrispondente come a un qualunque
altro oggetto che potrebbe essere sfilato da una borsa, da un cassetto, o riposto in una cabina armadio è abbastanza comico. Soprattutto se lo spot passa all’ora di cena, fra quello che promuove i bastoncini di pesce e quello che ci martella da una vita: “persone oltre le cose”.

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