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Arte come fil rouge per promuovere il bello e... Modena

Arte come fil rouge per promuovere il bello e... Modena

Giulia Caverni, 29 anni, ha trasferito da Parigi la sua voglia di sperimentare con la creatività

«I miei genitori mi hanno raccontato che da piccola scarabocchiavo di continuo, anche con il bianchetto sul grande televisore nero nella sala da pranzo! Io ricordo che l’arte ha sempre fatto parte del mio tempo - sorride Giulia Caverni, 29 anni, di Modena, laureata alla magistrale di Arti Visive di Bologna, da poco rientrata in città dopo un soggiorno di diversi mesi a Parigi dove ha svolto uno stage presso una galleria d’arte contemporanea - I pomeriggi passati da piccola con mia zia tra mostre e gallerie, le “spulciate” nelle varie librerie, credo siano stati determinanti per i miei interessi futuri: l’arte, il Bello, Modena...».

Giulia racconta di amare molto Modena, la sua città, «e adesso che sono tornata dopo alcuni mesi d’assenza, penso ancora e più di prima a quanto sia bella. Sono voluta andare a Parigi perché ne ho sempre accusato il fascino, è una città che toglie il respiro. Sono voluta tornare in Italia, a Modena, perché ci credo e nel mio piccolo voglio fare qualcosa per il mio Paese. E se penso all’arte e a quanto si potrebbe e dovrebbe fare per valorizzarla, la strada da percorrere mi sembra davvero ancora troppo lunga, a partire dall’insegnamento della Storia dell’arte nelle scuole, sempre più sacrificato. Perché non è possibile salvaguardare e promuovere il nostro patrimonio artistico se non ne conosciamo il valore. Perché, come qualsiasi educazione, anche quella dello sguardo richiede tempo e si sa che da piccoli si apprende più in fretta».

Animata da questo spirito, Giulia insieme a Sebastiano Matarazzo e al prezioso aiuto di tante persone, gestisce a Novi di Modena la Galleria d’arte Pac, all’interno del Polo Artistico Culturale nato dalla collaborazione tra la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e il Comune di Novi di Modena. La galleria si impegna in una proposta culturale capace di coinvolgere sia i giovanissimi che quelli meno giovani, «tanto che l’ultimo intervento dell’artista Luca Zamoc da noi coinvolto all’interno del festival Totart, è stato realizzato sull’abitazione privata di un cittadino, l’ex professore di matematica di Sebastiano - dice Giulia - Questo è meraviglioso, un messaggio di grande importanza che potrebbe essere l’inizio di qualcosa. Con il festival Totart vogliamo portare l’arte per le strade del paese, grazie alla partecipazione di talentuosi street artist nazionali e internazionali, una continuità tra galleria e strada, un dialogo per avvicinare l’arte alle persone, perché è questo che ci interessa».

Giulia è autrice di un altro interessante progetto, “Ad Arte”, che giunto alla sua seconda edizione, rimarrà esposto all’interno dell’agriturismo Opera02 di Cà Montanari a Castelvetro fino a settembre 2018, quando verrà presentato un nuovo artista. «Questo progetto nasce dalla voglia di connettere artisti della zona con altre realtà - spiega Giulia - Ogni anno giovani artisti emiliani rappresentano toni, profumi, sapori di tre Lambruschi Grasparossa di Castelvetro Dop di Ca’ Montanari, attraverso la realizzazione di etichette a tiratura limitata. Per questa seconda edizione l’artista selezionata è stata Laura Forghieri e parte del ricavato dell’iniziativa sarà devoluto all'associazione Angela Serra per la ricerca sul cancro. Il fil rouge di ogni mio progetto è l’arte - conclude Giulia - Le idee in testa sono tante e l’esperienza di Parigi ha portato con me a Modena tanta voglia di fare ed innovare in questo ambito, per valorizzare le tante risorse artistiche locali, anche quelle legate all’artigianato che sono davvero di alta qualità e troppo poco conosciute».
 

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