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Il perito dà il nullaosta: la scuola media è sicura

FINALE. Si è conclusa anche la perizia del consulente tecnico nominato dal tribunale civile sul caso delle scuole medie realizzate con calcestruzzo depotenziato. E le valutazioni fatte dall’ingegner...

FINALE. Si è conclusa anche la perizia del consulente tecnico nominato dal tribunale civile sul caso delle scuole medie realizzate con calcestruzzo depotenziato. E le valutazioni fatte dall’ingegner Raffaele Granata sono molto simili a quelle già sancite dal professor Mario De Stefano che aveva effettuato la perizia durante l’incidente probatorio disposto dal gip Eleonora Pirillo. In sostanza c’è comunanza di idee: il calcestruzzo utilizzato per la fondamenta delle “Frassoni” è di qualità inferiore rispetto a quello previsto dal progetto, finanziato in gran parte da donazioni private nel post terremoto, ma la scuola è sicura e antisismica. Può quindi essere riaperta in tempi rapidissimi? La risposta è negativa perché ci sono almeno altri due passaggi tecnici che dovranno certificare lo stabile. Innanzitutto è indispensabile effettuare il collaudo tecnico, che si sostanzia come un ricalcolo strutturale con i nuovi parametri riscontrati dai consulenti. E su questo fronte il Comune ha due strade: o il collaudo lo disporrà la Regione, come fatto con quello poi sospeso a causa dell’inchiesta “Cubetto” oppure dovrà affidarsi a tecnici privati. La seconda ipotesi è quella che, al momento, appare più percorribile. Perché, come ha detto il sindaco Sandro Palazzi, la scuola media aprirà soltanto quando si avrà la certezza assoluta della sua sicurezza. Il primo cittadino ha indicato il giugno 2018 come possibile data per chiudere la vertenza e consegnare all’istituto comprensivo “Castelfranchi” uno spazio nuovo, comodo e innovativo al cui interno saranno ospitate anche dotazioni tecnologiche finanziate dai Lions con un ingente impegno economico.

Terminato il collaudo tecnico si dovrà poi passare al collaudo amministrativo: di fatto la Regione dovrà consegnare al municipio la competenza della scuola. Entrambi gli enti sono tuttora parte lesa nel procedimento su cui ancora non sono arrivate le richieste di rinvio a giudizio da parte del pubblico ministero Claudia Ferretti e che comunque dovrà poi migrare a Piacenza - dove ha sede la Betonrossi, fornitrice del calcestruzzo depotenziato - per competenza territoriale. Ma nel frattempo il Comune è impegnato in una trattativa risarcitoria, limitata soltanto al surplus di esborso per i materiali contestati, con
A&C Costruzioni, azienda che ha avviato gli accertamenti civili e che appare intenzionata a trovare un accordo da cui però resteranno esclusi i danni d’immagine e di disservizio, che verranno invece rinviati al procedimento penale dove Finale si è costituito parte civile. (fd)

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