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La maledizione di Finale blocca la ricostruzione

Annullato anche il bando per la realizzazione del nuovo magazzino comunale Si susseguono tre vincitori, ma tutti hanno problemi con il fisco e vengono esclusi

FINALE. La ricostruzione pubblica post sisma stenta a decollare, lo ha constatato anche il sindaco Sandro Palazzi nella sua relazione ai finalesi, ma sul paese sembra aleggiare una maledizione visto che a ogni progetto in dirittura d’arrivo segue un inconveniente pressoché letale. Era capitato con il nuovo polo della sicurezza in cui - nonostante i costanti tentativi dell’amministrazione - i vigili del fuoco volontari non sono ancora entrati, è capitato con le scuole medie del calcestruzzo depotenziato e adesso tocca addirittura al magazzino comunale di via F.lli Rosselli. Si tratta di realizzare un ampliamento in cemento armato prefabbricato per un intervento da 740mila euro totali a bando di gara. Tutto doveva filare liscio in una fornitura apparentemente semplice, ma la maledizione di Finale ha colpito impetuosa le tre aziende che si erano aggiudicate la vittoria. Perché la Regione, che su richiesta del Comune aveva bandito la gara, ha escluso in rapida successione le concorrenti, lasciando infine decadere l’appalto, che quindi andrà nuovamente istruito con tutti i ritardi che queste tipologie di percorsi comportano.

Sono poi curiose le cause dell’esclusione e all’ufficio Lavori pubblici in molti non potranno scordare tanto facilmente l’articolo 38 comma 1, lettera g del D.l.gs 163/2006. Che detto così non significa nulla ma che se declinato si svela in questi termini: sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi, né possono essere affidatari di subappalti, e non possono stipulare i relativi contratti i soggetti che hanno commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui sono stabiliti. Ebbene sì, i rappresentanti delle tre aziende avevano delle pendenze con il fisco. Un architetto della Essetiemme Costruzioni, la prima ad aggiudicarsi il bando, doveva allo Stato più di 20mila euro. Quello della Cme - Consorzio Imprenditori Edili aveva saltato una rata di una cartella esattoriale maturando interessi e nulla è valso il ricorso al Tar per spiegare come la soglia dei 20mila euro di pendenze fosse stata superata soltanto dopo la presentazione dell’offerta per realizzare il magazzino comunale. Al terzo, infine, ossia alla Intergeo sono state

contestate violazioni di quasi 80mila euro e alla richiesta della Regione di spiegazioni o controdeduzioni non è arrivata alcuna specifica. E così tre aziende incassano la bocciatura mentre il magazzino resterà nei progetti “da fare” del Comune.(fd)
 

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