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Modena Venturi in lotta corteo e sit-in : «Dove sono i nostri pc?»

Protesta degli studenti in piazza per l’assenza di computer e materiale didattico. Il preside: «Arrivano»

Modena, sfila in città la protesta del Venturi: "Dateci i materiali per studiare"

MODENA. «Vogliamo i materiali». Lo slogan degli indirizzi grafico e professionale dell’istituto Venturi risuona a lungo ieri mattina da viale Monte Kosica a piazza Roma. Circa cento studenti hanno deciso di non entrare in classe e denunciare problemi che avvertono da tempo. «Siamo una scuola di grafica e quindi abbiamo biso ...

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Modena, sfila in città la protesta del Venturi: "Dateci i materiali per studiare"

MODENA. «Vogliamo i materiali». Lo slogan degli indirizzi grafico e professionale dell’istituto Venturi risuona a lungo ieri mattina da viale Monte Kosica a piazza Roma. Circa cento studenti hanno deciso di non entrare in classe e denunciare problemi che avvertono da tempo. «Siamo una scuola di grafica e quindi abbiamo bisogno di computer e macchine fotografiche – spiega una ragazza di quarta, che elenca i punti delle richieste – ma purtroppo non ci hanno fornito questi materiali. Ci sono due aree computer, presto saranno tre, ma non sono abbastanza per oltre cinquecento ragazzi.

Modena, corteo dei ragazzi del Venturi: "Dateci pc e materiali per studiare"

L’ascensore arriva fino al secondo piano e non al terzo: per i disabili è un problema; i bagni non hanno la serratura; eravamo abituati alla lavagna interattiva multimediale (Lim) nella sede di via Sgarzeria, mentre ora da noi si è tornati al gessetto, che spesso non si vede sulle lavagne». Le studentesse e gli studenti incassano la solidarietà di molti professori. Qualche docente racconta di aver chiesto in prestito un carrello per spostare i materiali da una sede all’altra; qualcun altro di aver domandato direttamente un aiuto alle ragazze e ai ragazzi, in cambio di una bevanda. «Sulle tasse e gli abbonamenti c’è sempre molto fiscalità – riprende la studentessa – mentre sul rispetto dei nostri diritti non è così. Non chiediamo gli ultimi modelli tecnologici, ma vogliamo l’indispensabile per crescere». Intanto, dalle prime ore della giornata la protesta cresce. Verso le 10 i manifestanti vedono aprirsi le porte del cortile in cui si erano riuniti e si riversano all’esterno. Non hanno striscioni veri e propri, ma fogli di carta con le loro rivendicazioni. Si spostano verso via Sgarzeria, in direzione della sede storica dell’istituto, presso cui sono accolti applausi e incoraggiamenti. Infine, tengono un’assemblea in piazza Roma. Davanti al Palazzo Ducale leggono lo statuto dei diritti degli studenti e risuona una parola («occupazione») che non trova molto seguito per alzata di mano. Restano al tavolo altre due forme di protesta (sciopero e una manifestazione che coinvolga tutti i rami dell’istituto), ma che passeranno al vaglio degli studenti dopo gli ultimi sviluppi. Oggi, infatti, ci sarà un incontro tra i rappresentanti degli studenti e il dirigente scolastico Alberto De Mizio. «Nell’arco di due settimane lo spostamento sarà completato e sarà tutto a regime», risponde il preside sui tempi del riassetto scolastico. «Lo spostamento del percorso professionale è stato deciso dal collegio dei docenti per razionalità – commenta De Mizio – e per evitare che i tanti movimenti di docenti tra le sedi possano portare a ritardi nelle lezioni. Sappiamo che lo spostamento crea una condizione di disagio». Quanto ai materiali, «sono imballati in una sala chiusa al piano terra e saranno aperti presto». I laboratori? «Un’area computer c’è assieme a una 2.0 – aggiunge il dirigente – ora ne stiamo predisponendo una terza e abbiamo ordinato altre cinque postazioni. Stiamo anche allestendo un doppione del laboratorio di ripresa fotografica al primo piano». In merito all’ascensore per il terzo piano il preside aggiunge che «non abbiamo le condizioni al momento di portare disabili, ma la Provincia è a conoscenza di questo aspetto». L’edificio, infatti, è di competenza provinciale. Alcuni studenti temono sanzioni per la protesta. «Dipende cosa hanno fatto, le regole sono regole e in quanto tali vanno applicate», commenta De Mizio in merito. Il dirigente scolastico non ha assistito alla manifestazione, ma afferma convinto che «a scuola ci sono le condizioni con cui discutere». Il preside assicura di tenere «all’aspetto democratico della scuola» e conclude dicendosi «sempre disponibile all’incontro».