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Gli ultimi nati a Pavullo: dopo Andrea altri quattro

È venuto al mondo ieri all’alba e sta bene. Entro il 15 del mese i parti dell’addio Poi si dovrà andare a Modena o Sassuolo. Campi: «Senso di vuoto indescrivibile» 

PAVULLO . Ancora quattro bimbi nasceranno all’ospedale di Pavullo. Saranno gli ultimi a portare per tutta la vita, nella parte finale del loro codice fiscale, la “mitica” sigla G393. Poi il punto nascite cesserà la sua attività, dopo 96 anni di storia, e Ostetricia e Ginecologia cesserà di essere un reparto per diventare ambulatorio, dove continuerà l’assistenza nelle nuove modalità. L’Ausl ha deciso di mantenere il servizio in loco per le partorienti già in carico al reparto. Cinque i casi in tutto, ma alle 6.12 di ieri è già nato il piccolo Andrea da Francesca Orlandini, con parto spontaneo dopo una gravidanza fisiologica. Lei sta bene e così lui, con i suoi 3 chili. Le altre quattro gestanti dovrebbero partorire entro la metà del mese. Per altre cinque con termine fisiologico a fine ottobre è stato invece disposto il trasferimento: possibilità di scelta tra Sassuolo e Policlinico, ma tutte hanno scelto Sassuolo. Così si volta pagina dentro l’ospedale, ma fuori ci vorrà molto più tempo. Come messaggio d’addio al reparto, da ieri papà e mamme del Frignano hanno messo sulla loro pagina Facebook colorati messaggi-cartello con l’indicazione dei nomi dei loro figli nati qui, e l’orgoglio del G393. Da parte sua, il sindaco di Fiumalbo Mirto Campi, l’unico nei mesi scorsi a dichiarare pubblicamente la propria contrarietà alla chiusura, ha lasciato un messaggio molto significativo: «Ognuno può e deve esprimere la propria opinione sulla chiusura – scrive - io dico, e ribadisco che il punto nascite è morto con i sindaci che nel 2011 hanno firmato il Pal. Oggi facciamo il funerale al reparto, che è cosa ben diversa. Neppure una deroga, una misera speranza ma, forse, è meglio così». «Esiste una questione d’identità, di radici – continua - se il mondo politico non riesce a vederla, allora è questione del popolo intero che deve farla capire al mondo politico. Provo un senso di vuoto, anche indescrivibile, sulla questione della chiusura. Parliamo tanto di servizi, di salvare e/o salvaguardare la montagna e poi, perché a parlare sono i numeri, si chiude un reparto nascite che raggruppa dieci comuni e oltre 40mila anime». Significativa anche la chiusura: «“Frignano Provincia Autonoma”: così c’era scritto negli anni '80 sui muri di Pavullo. Non grido certo alla secessione. Neppure la voglio. Pretendo, però, la nostra identità di Frignanesi e di montanari: con i fatti e non con le parole». Dura nota dei consiglieri provinciali di opposizione Marco Caiumi e Antonio Platis (“Uniamoci”): «La chiusura punto nascite – scrivono - è soltanto l’ultimo tassello di un piano di graduale smantellamento della rete sanitaria ed assistenziale in Appennino che ha percorso gli ultimi 15 anni nei territori governati dal Pd. Un piano che dalla Regione ha avuto nei sindaci del Pds-Ds-Pd un fronte alleato, pronto
a porre davanti agli interessi dei cittadini gli interessi del partito e la necessità di tagliare servizi per reperire risorse per finanziare il doppione Policlinico-Baggiovara. Se a questi signori era rimasto un pizzico di credibilità, in questo passaggio se la sono giocata tutta».

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