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Modena: il Tempio restaurato riapre dopo cinque anni

Messa con monsignor Castellucci per celebrare la nuova vita dell’edificio sacro L’assessore Giacobazzi: «Ancora impegnati con la chiesa del Voto e San Biagio»

Modena, il Tempio ai Caduti ritorna ai modenesi Riapre la chiesa monumentale del Tempio ai Caduti di Modena, Dopo i lavori di ristrutturazione, per riparare i danni riportati con il terremoto del 2012, la chiesa riapre al culto. L'evento è stato celebrato con una messa solenne celebrata dall'arcivescovo di Modena, Erio Castellucci, un intervento del sindaco Gian Carlo Muzzarelli. Nel video il direttore dei lavori architetto Braida e l'assessore ai lavori pubblici Gabriele Giacobazzi  spiega lo stato dei lavori anche delle altre chiese Infine un pensiero del vescovo. Intervista di Stefano Luppi Video di Gino Esposito La cronaca

MODENA. Una chiesa, il Tempio monumentale dei caduti, le cui cupole non si possono non notare entrando in città, costruite a inizio ‘900 con metodologie d’avanguardia e l’uso di molto ferro seppur “nascosto” dentro strutture lignee.

Ieri tutta la città si è ritrovata in piazza Natale Bruni, nella chiesa dove una messa presieduta dal vescovo Erio Castellucci e dal parroco di Tempio-San Biagio don Claudio Arletti ha celebrato la riapertura dell’edificio a 5 anni e mezzo dal terremoto.



I danni, con le scosse del 20 e soprattutto del 29 maggio 2012 furono fortissime e la chiesa rischiò non poco anche se tutto sommato i lavori di questa struttura di proprietà comunale non sono stati ingenti. In tutto 170mila euro di cui 120mila per i lavori veri e propri. L’occasione è stata, da parte dell’assessore ai lavori pubblici Gabriele Giacobazzi, quella per fare il punto su altri edifici comunali lesionati.

«Abbiamo ancora due chiese comunali - spiega Giacobazzi - su cui intervenire: il Voto e San Biagio entrambe in via Emilia centro. La prima ha visto dare il via libera oggi all’appalto e in cantiere partirà entro la fine dell’anno con lavori dal costo di circa 700mila euro. Per San Biagio stiamo discutendo alcuni miglioramenti proposti dalla Soprintendenza su alcuni aspetti costruttivi che inseriamo nel progetto esecutivo pronto. Faremo l’appalto nell’estate del prossimo anni. I lavori sono invece conclusi in San Barnaba mentre sono in corso in Sant’Agostino, una chiesa anch’essa importante e particolarmente complessa. Dopodiché per il fronte danni da sisma avremo solo da realizzare alcuni lavori a San Cataldo e al Palazzo municipale di piazza Grande. Entrambi questi cantieri partiranno nel 2018».

Tornando al Tempio resta da dire degli aspetti tecnici e quelli religiosi. Dei primi si è occupata, come direttore del lavori, l’architetto comunale Ilaria Braida.

«Il cantiere - spiega l’architetto Braida - affidato alla impresa Biolchini Costruzioni di Sestola che ha lavorato con fondi dell’ufficio Ricostruzione di Bologna ha terminato un mese rispetto al cronoprogramma. Dopo il sisma la chiesa venne dichiarata inagibile e i lavori sono stati volti all’eliminazione delle vulnerabilità, nell’ottica della conservazione e della tutela, in modo da garantire l’omogeneità del fabbricato da eventuali future sollecitazioni sismiche».

L’edificio infatti è particolare, a pianta centrale, e siamo dovuti intervenire sui punti di collegamento tra elementi rigidi ed elementi fragili della struttura.

Prosegue l’architetto: «Abbiamo posato 4 catene agli archi e maglie di fibre d’acciaio sopra le volte, oltre a realizzare cuciture armate».

A riaprire il portone sono stati dunque vescovo e parroci modenesi. «Questa zona come tutti sanno - spiega il vescovo don Erio Castellucci - ha avuto e ha notevoli problemi, ma è anche capace di farsi comunità e di portare avanti un aspetto assistenziale. Il Tempio è un po’ come il Duomo che venne costruito dai cittadini insieme ai fedeli dell’epoca: qui in piazza Natale Bruni a inizio ‘900 realizzarono all’ingresso della città un luogo particolare dedicato alla pace dopo la terribile guerra».

Il “padrone” di casa don Claudio a inizio cerimonia - alla quale erano presenti il prefetto Patrizia Paba, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, il procuratore capo Lucia Musti, i vertici militari e della polizia della città e tanti cittadini - ha inoltre ricordato come «dobbiamo essere grati a tanti per questa lieta riapertura e la ripartenza della nostra comunità parrocchiale».
 

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