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la parola al magistrato 

Il pm Imperato: «Si possono fare danni irreparabili»

È stato proprio il cyberbullismo il tema di cui si è discusso lunedì sera all’interno dell’aula magna delle scuole “Falcone e Borsellino” di Piumazzo.L’incontro, tappa del progetto “Fai la cosa...

È stato proprio il cyberbullismo il tema di cui si è discusso lunedì sera all’interno dell’aula magna delle scuole “Falcone e Borsellino” di Piumazzo.

L’incontro, tappa del progetto “Fai la cosa giusta-Online”, promosso dal Comune di Castelfranco Emilia con la collaborazione di Telefono Azzurro e della Polizia Municipale, ha visto un’altissima partecipazione della cittadinanza che si è confrontata su un tema urgente ed emergente come quello del cyberbullismo e della sicurezza informativa.

Ad introdurre la serata, il vicensindaco Maurizia Cocchi Bonora che ha posto l’accento sull’impatto sociale e culturale dei nuovi fenomeni che si stanno sviluppando sul web. «Siamo partiti lo scorso anno con una serie di incontri con le classi delle Guinizelli e una nota molto positiva è stata la grande collaborazione dei docenti», ha affermato invece Cesare Di Napoli, comandante della Polizia di Castelfranco. Ospiti della serata Marco Imperato, magistrato della Procura della Repubblica di Modena e Giovanni Ziccardi, giurista informatico e docente dell’Università di Milano.

Sara Bovo, assistente della Polizia Municipale di Castelfranco Emilia, ha inoltre presentato il progetto portato avanti nelle scuole del territorio sostenendo l’importanza degli educatori, siano essi insegnanti o genitori, nell’assunzione di consapevolezza da parte dei bambini e dei ragazzi sull’utilizzo del mondo web: «È estremamente importante che le famiglie e le scuole raggiungano la piena sintonia».

Il professor Ziccardi ha invece parlato dell’uso delle nuove tecnologie, divenuto sempre più diffuso e precoce: «Le persone, una volta online, si trasformano. Proprio per questo i genitori spesso non credono alla gravità dei comportamenti dei propri figli - spiega Ziccardi - Al tempo stesso i ragazzi credono che ciò che fanno online sia invisibile ma non comprendono la velocità del web».

Il pm Imperato ha spiegato come il web porti gli utenti ad assumere atteggiamenti che hanno anche rilevanze penali, come nel caso di adescamento di minori, estorsione, istigazione al suicidio o furto di identità. «Questi strumenti sono una macchina potentissima che può arrecare danni enormi».

Durante l’incontro si è anche parlato della Blue Whale, gioco nato in Russia che prevede, raggiunto l’ultimo livello, il suicidio: «A Milano è stato aperto un fascicolo per istigazione al suicidio nei confronti di una ragazza ma ad oggi non esiste una prova scientifica che questo gioco sia arrivato anche qui».

Identico
parere espresso dal pm Imperato: «Anche a Modena è stato aperto un fascicolo ma non è ancora provato nulla. Sono state tante le segnalazioni, ma spesso si tratta di falsi positivi. Non bisogna creare allarmismi- termina il pm- ma è importante tenere alta la guardia».



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