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«Ci licenziano per spostare tutto nell’Est Europa»

Secondo lavoratori e sindacati è l’obiettivo della Vapor Continua lo sciopero e ieri volantinaggio al mercato

Continua con passione e determinazione la battaglia dei lavoratori della sassolese Vapor Eruope, azienda di automazioni per porte per treni e bus controllata dalla multinazionale franco-statunitense Wabtec Faiveley, che ha annunciato una drastica riduzione degli occupati, prevedendo entro breve 30 licenziamenti sui 50 lavoratori ad oggi in servizio in via Regina Pacis. Dopo l’incontro di giovedì pomeriggio in Municipio, dove lavoratori e rappresentanti sindacali di Fiom/Cgil e Fim/Cisl sono stati ricevuti dal sindaco Claudio Pistoni, è giunta ieri la conferma dell’apertura di un tavolo istituzionale a livello regionale, grazie al diretto interessamento del primo cittadino e di altri esponenti politici del territorio. Il tavolo avrà l’obiettivo, da un lato, di affrontare il tema, valido tanto per la Vapor Europe quanto per altre aziende del settore trasporti, relativo alle condizioni inserite nei bandi e nelle gare pubbliche in riferimento alla produzione di componenti sul territorio nazionale, dall’altro di far desistere la multinazionale Wabtec Faiveley dai propositi di dismissione dello stabilimento sassolese. Un tavolo, dunque, per scongiurare una chiusura della Vapor Europe, dato che a detta dei sindacati e dei lavoratori il proposito annunciato dalla multinazionale di trasformare l’azienda di via Regina Pacis in un centro per la manutenzione (comunque con meno della metà degli occupati) sarebbe una frottola, che maschera invece la volontà di una vera e propria dismissione della ditta sassolese, nell’ambito di piani sovranazionali di delocalizzazione della produzione nei paesi dell’est Europa, dove la multinazionale può giovarsi di un costo del lavoro molto più basso. La chiusura della Vapor Europe rischia di mettere sul lastrico 50 famiglie, molte delle quali fanno affidamento solo sullo stipendio che arriva dall’azienda di Sassuolo. Tra i dipendenti a rischio, poi, molti avrebbero pochissime possibilità di reinserimento: troppo giovani per la pensione e troppo vecchi per il mercato del lavoro. Le organizzazioni sindacali auspicano che il tavolo sia convocato al più presto e che possa essere decisivo per risolvere la situazione. Nel frattempo continua lo sciopero con presidio permanente davanti ai cancelli in via Regina Pacis, 290, coi lavoratori che nei prossimi giorni intraprenderanno ulteriori iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica. Nella mattinata di ieri c’è stato un volantinaggio al mercato cittadino di Sassuolo. A sostenere i lavoratori anche un’amplissima fetta della politica: quella stessa politica contro cui lavoratori e sindacati si sono già più volte scagliati attribuendo una corresponsabilità nella crisi a causa del mancato inserimento, in molti bandi della pubblica amministrazione italiana, di clausole local content. Sinistra italiana, ad esempio,
attacca Trenitalia sul local content e parla di lavoratori usa e getta, mentre anche i rappresentanti sassolesi di Mdp avevano chiesto un tavolo in Regione. Ipotesi a cui aveva lavorato anche la grillina Silvia Piccinini, consigliere regionale che ha presentato un’interrogazione.

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