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Donna uccisa per due collane Tre ragazzini fermati: è omicidio

I carabinieri, dopo un mese di indagini, fermano la banda che ha ucciso a bottigliate la 79enne in casa Un 19enne era stato suo vicino. L’hanno rapinata per poi fuggire a Milano e vendere l’oro a 400 euro

FINALE. Omicidio volontario aggravato e rapina: sono le accuse mosse a tre ragazzi fermati per l’assassinio di Mirella Ansaloni. Sono stati loro, secondo gli investigatori, ad essere entrati nell’abitazione di via Orazio Vecchi e aver ucciso la 79enne con almeno due colpi di bottiglia alla testa. Era il 18 settembre e a distanza di poco più di un mese i carabinieri di Finale, coordinati dal magistrato Claudia Ferretti, hanno bloccato Ayoub Lamsid (19 anni), Hamza Driuoch (19) e Samir Rida (21). Sono giovani di origine marocchina, ma che vivono in paese da tempo. Hanno studiato a Finale e con le famiglie risiedono tra il capoluogo e Massa con la sola eccezione di Rida, considerato senza fissa dimora ma il cui ultimo domicilio risulta in zona “Maiolica”.

Il movente

I tre si conoscono e si frequentano. Sono incensurati, i carabinieri locali sanno chi sono a dimostrazione di quella conoscenza del territorio e della comunità finalese, elemento che risulterà poi indispensabile per risolvere il caso. Evidentemente Rida e i suoi amici hanno bisogno di soldi e decidono di commettere un furto. Dove? L’idea è di entrare a casa della ex vicina di Lamsid: Mirella Ansaloni è una donna anziana, vive sola, non può reagire, è la vittima perfetta nel caso in cui - malauguratamente - se la dovessero trovare di fronte. La banda arriva in via Vecchi, tenta anche di entrare dalla porta, ma non ci riesce e così si rinchiude nel vecchio appartamento in uso fino a qualche tempo prima alla famiglia Lamsid. Ascoltano musica, si passano un po’ il tempo e quando la loro vittima fa rientro dalle commissioni - è da poco passato mezzogiorno - si fanno aprire la porta con la scusa di avere un bicchiere d’acqua.

La mattanza

Mirella Ansaloni intuisce che qualcosa non va e cerca di allontanarli, ma i tre si muovono con disinvoltura. In quel momento inizia una sorta di colluttazione, c’è chi la afferra alla gola e la rapina di una collana e chi la colpisce con due bottiglie alla nuca. Chi abbia eseguito materialmente l’omicidio è ancora da definire visto che i tre amici ora si rimpallano le responsabilità sulla dinamica. La 79enne cade a terra, riversa nel sangue con la testa fracassata. Lamsid esce in strada per verificare se ci siano testimoni mentre gli altri trovano un’altra collana d’oro e 30 euro in contanti. L’omicidio è completato, bisogna solo dileguarsi.

La fuga e i soccorsi

I tre ragazzi raggiungono la stazione delle corriere, salgono sul bus e vanno a Ferrara. Da lì Driuoch e Rida raggiungono Milano in treno dove vendono la collana ad un compro-oro, incassando 400 euro.

In via Vecchi, quando ormai è sera, arrivano i soccorsi. Mirella Ansaloni non si è vista per tutto il pomeriggio e i vicini di casa sono preoccupati. I vigili del fuoco di San Felice aprono la porta e con il personale del 118 riscontrano qualcosa di anomalo. Arrivano i parenti
e i carabinieri di Finale, che certificano una situazione sospetta e avvertono il magistrato. Scattano le indagini, ci sarà anche l’intervento dei Ris a fine settembre, ma è la conoscenza del territorio e qualche buona dritta a permettere ai militari di individuare i presunti assassini.

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