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Modena: un viaggio nel carcere con Rock No War, dove la musica è vita

Ecco come si vive dietro le sbarre. Nascerà un gruppo che potrà suonare con regolarità grazie alla collaborazione con Rock No War. E per le prove arriveranno band e personaggi: ieri Paolo Belli

Rock No War, musica è libertà anche in carcere Videoracconto di un pomeriggio speciale al carcere di Sant'Anna dove si è tenuto il primo di una serie di incontri periodici che hanno come obiettiv o avvicinarei ragazzi detenuti nella scoperta della musica e del piacere di suonare uno strumento. Primo testimonial d'eccezione Paolo Belli. Video di Gino Esposito 

MODENA. Si scaldano dopo pochi minuti, quando è ora di fare il nome. E lì non hanno dubbi: “Christian, Christian”, scandiscono mentre lui si avvicina al palco. E in effetti avevano ragione: a Christian bastano le prime parole di “Uomini soli” per strappare un applauso a tutto il teatro.

Applaudono i ragazzi in prima fila, barba ben tenuta e tuta del Barcellona addosso, applaudono le ragazze con le treccine: molti di loro sono stranieri, dalla Tunisia alla Nigeria, dall’est Europa al Sudamerica, ma le parole della canzone dei Pooh in buona parte le conoscono. Ma quello non è un teatro qualsiasi, perché si trova all’interno del carcere Sant’Anna di Modena, e quei ragazzi con la tuta del Barcellona e quelle ragazze con le treccine sono detenuti.

Lo è anche Christian, il giovane napoletano che ieri ha conquistato tutti cantando anche “Sally” di Vasco: alcuni di loro si esibiranno anche a giugno prossimo, con una band che sta nascendo in questi giorni per partecipare alla Festa della musica di Modena. Un progetto promosso dalla direzione della casa circondariale e coordinato dall’associazione modenese Rock no War, che, proprio per sviluppare la cultura della musica e preparare i ragazzi all’appuntamento del 21 giugno, ha deciso di portare una volta al mese una band del territorio a suonare all’interno del carcere. E il primo appuntamento è arrivato ieri pomeriggio, quando sul palco del teatro della casa circondariale è salita la “President band” di Formigine, supportata da Paolo Belli, che ha cantato e fatto cantare i detenuti del Sant’Anna. Circa un centinaio (sui 500 che attualmente scontano la pena nel carcere modenese, di cui 40 donne) gli ospiti della struttura che hanno partecipato al concerto, cantando con il gruppo formiginese, con Belli e con il bravissimo Christian canzoni come “No, woman no cry” di Bob Marley e “Io vagabondo” dei Nomadi. «Abbiamo il piacere di poter partecipare a questa iniziativa - spiega il cantante della band Natalino di Mezzo, che sarà anche il “coach” del nuovo gruppo - e soprattutto non vediamo l’ora che nasca la band che stiamo costruendo. Sarà un gruppo multietnico, dal Marocco all’India, anche perché la musica è un linguaggio internazionale: in questi mesi cercheremo di capire cosa fargli suonare, per ora c’è la soddisfazione per l’entusiasmo dimostrato dai ragazzi che abbiamo coinvolto». Soddisfatta anche Rosa Alba Casella, direttrice del Sant’Anna: «Il progetto è nato proprio dall’idea di avere una band musicale all’interno del carcere - spiega - e vista la grande disponibilità di Rock no War, abbiamo deciso di partire. Così, ogni mese ospiteremo il concerto di una band emergente, accompagnata da un big a sorpresa, mentre il nuovo gruppo farà le prove una volta alla settimana, in modo da arrivare preparato alla Festa della musica». Ma quale sarà il nome del gruppo? «Abbiamo pensato di chiamarla “Sing sing band” - spiega il presidente della onlus di Formigine Giorgio Amadessi - mentre per il progetto abbiamo scelto il nome “Rock is freedom”, per sottolineare l’importanza della musica come strumento di aggregazione e allo stesso tempo con tappa del percorso di riabilitazione. Per ora siamo soddisfatti per la partenza, poi vedremo dove questo progetto ci porterà…». Del resto, a guardare lontano ci pensa Paolo Belli, che dopo aver duettato con Christian - che ha confidato agli amici di essere dispiaciuto perché a giugno, quando la band si esibirà, lui sarà già “fuori” e dunque non potrà esserci - e fatto cantare tutti con “Sotto questo sole”, ha guardato il giovane napoletano con sicurezza, indicando palco e microfono: «Lo sai vero che la tua strada è questa?».
 

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