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Operatori sanitari, è polemica sul contratto

Preoccupazioni di Mdp per il rinnovo dell’accordo Anaste che riguarda le strutture per la terza età

A rischio la qualità del lavoro per gli operatori socio-sanitari e forse anche l’accreditamento delle strutture sanitarie stesse, anche nel distretto ceramico.

L’altra sera in consiglio comunale a Sassuolo si è parlato degli anomali rinnovi del contratto collettivo Anaste (che riguarda gli operatori nelle strutture per la terza età), che sono stati sottoscritti in molti casi non con le sigle sindacali rappresentative, ma con organizzazioni che non hanno niente a che vedere con il comparto professionale di cui si parla.

L’interrogazione in proposito è arrivata dai rappresentanti di Mdp e in tribuna c’erano numerosi lavoratori colpiti da questo rinnovo che riduce retribuzioni, aumenta orari, elimina alcune categorie, come quella degli operatori socio sanitari, interviene anche su malattie, permessi e molto altro, abbassando di molto le tutele dei lavoratori. Molti di questi operatori erano in tribuna a osservare i lavori del consiglio.

È stata di fatto una seduta dedicata al lavoro, almeno per la prima parte, perchè in tribuna c'erano anche alcuni operatori della Vapor Europe, azienda sassolese in cui trenta lavoratori su cinquanta al momento rischiano il posto (e hanno ricevuto il sostegno del consiglio comunale). Il consigliere Rossi ha posto il problema, sia per quanto riguarda il rispetto dei lavoratori del comparto assistenziale interessati, sia per le preoccupazioni che questo anomalo rinnovo comporta in termini di accreditamento.

Le strutture per anziani come quelle del distretto ceramico (e almeno un paio, si sa già, hanno rinnovato il contratto Anaste con questa nuova formula peggiorativa) devono infatti garantire standard qualitativi che sono fissati dalla Regione che ne riconosce in questo modo l’accreditamento. Uscire da questi livelli significa perdere lo status e anche i finanziamenti.

La preoccupazione dei consiglieri Mdp è stata raccolta e sottoscritta anche dal sindaco Claudio Pistoni, che come presidente dell’Unione dei Comuni aveva già affrontato il tema e rilasciato una dichiarazione contro questi rinnovi anomali (uno sottoscritto, per esempio, con un’organizzazione che formalmente si occupa dei lavoratori di opere intellettuali e dell’ingegno, che niente hanno a che vedere con la sanità e l’assistenza).

«Abbiamo avviato una serie di verifiche su tutte le strutture dell’Unione – ha detto Pistoni – per capire in quali casi sono stati sottoscritti o potrebbero esserlo, rinnovi contrattuali di questo tipo. Abbiamo anche richiesto un incontro con la Regione per capire come stanno le cose sull’accreditamento e come intendono procedere. Il mondo è cambiato, una volta queste strutture rientravano in schemi regionali piuttosto
definiti, adesso anche per Casa Serena ci siamo trovati più volte di fronte all’interessamento di realtà molto diverse, che arrivano da altre parti d’Italia e anche dall’estero. A volte - ha concluso il sindaco Piatoni - sono situazioni interessanti, altre da tenere sotto controllo».

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