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San Felice, morti alla Meta, colpo di scena: proscioglimento annullato

San Felice. La Cassazione dà ragione alla Procura: Paolo Preti torna indagato per omicidio colposo

SAN FELICE. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza con la quale il gup di Modena, dottoressa Pirillo, aveva prosciolto Paolo Preti, titolare dello stabilimento Meta. Ora il Tribunale di Modena dovrà assegnare ad un altro giudice delle indagini preliminari la fissazione di una nuova udienza, nel corso della quale valutare la richiesta di rinvio a giudizio fatta dal pm Luca Guerzoni.

Preti sarà così re-imputato per la morte dei suoi due operai e dell’ingegner Gianni Bignardi. Era infatti accusato di aver eseguito abusivamente - con i figli, senza il progetto e senza la consulenza di un tecnico abilitato - i lavori di messa in sicurezza della Meta dopo la scossa del 20 maggio 2012. Poi, incaricando in seguito il geometra Terrieri di aprire una pratica in municipio, Preti, autorizzato dalle procedure fissate dal Comune, aveva subito ripreso l’attività. Tanto che nella scossa del 29 maggio morirono due dei suoi dipendenti, oltre all’ingegner Bignardi, che era stato chiamato alla Meta dal Terrieri per verificare se i lavori di messa in sicurezza fossero stati eseguiti in modo idoneo. Il gup Pirillo aveva assolto Preti dicendo che aveva la competenza per fare i lavori, e che la parte di stabilimento che era stata rinforzata aveva retto, e infine che Preti aveva solo rispettato le indicazioni del Comune. Ma il pm Guerzoni non la pensa così: ha impugnato la ordinanza di archiviazione per manifesta illogicità. Puntando ad esempio sul fatto che Preti non avesse alcuna competenza tecnica per eseguire opere di rinforzo antisismico, e che anzi l’avere irrigidito una parte della struttura potesse semmai avere facilitato il crollo di quella non irrigidita, per mancanza di una risposta coerente dell’edificio alla scossa sismica.

Le motivazioni del provvedimento della Cassazione non sono state ancora rese note, ma si può supporre che i giudici della Suprema Corte avranno ritenuto fondate le circostanziate lamentele della Procura. Delle quali il nuovo Gip dovrà comunque tenere conto. Questa situazione, che avrebbe dovuto essere risolta a giugno e che si è trascinata per altri quattro mesi per uno sciopero, sta tenendo nel frattempo paralizzato il processo agli altri tre imputati. Ovvero il geometra Claudio Terrieri per abuso edilizio e concorso in omicidio colposo; il sindaco Alberto Silvestri, e il responsabile dell’ufficio tecnico comunale, Daniele Castellazzi. I quali dovranno anche rispondere del reato di falso: dal fascicolo erano spariti gli atti rilasciati alla Meta, sostituiti (con lo stesso numero di protocollo) da più rigorose prescrizioni, con l’effetto di scaricare ogni responsabilità su Terrieri e Preti.

Per decidere il da farsi, il Giudice Domenico Truppa ha convocato un’udienza il 9 novembre. Ma perché Preti rientri eventualmente
nel processo, occorrerà non solo un rinvio a giudizio, ma anche una tempestiva fissazione dell’udienza. E, visto che Truppa si trasferirà a Bologna, occorrerà che anche il nuovo giudice fissi con tempestività le udienze del processo. Altrimenti tutto finirà in prescrizione.



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