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Pronto a lottare in panchina con il Modena...

Giorno 117 dal concerto di Vasco, il Modena Park. Tu lo sai che questa è una città baciata in fronte dal socialismo reale. Pensi a Modena e vedi Carlo Marx seduto a un tavolo del Caffè Concerto con...

Giorno 117 dal concerto di Vasco, il Modena Park. Tu lo sai che questa è una città baciata in fronte dal socialismo reale. Pensi a Modena e vedi Carlo Marx seduto a un tavolo del Caffè Concerto con Vladimiro Lenin. Uno discute di sovrastruttura e l’altro gli risponde con i piani quinquennali per la costruzione di case dalle parti di Vaciglio. Non ci credi? Non dirmi che credi alla bufala del Novecento morto e sepolto con la mezzanotte del 31 dicembre 1999...

Il movimento e il sindacato sono ancora vivi, ne ho le prove. Prendi il Modena calcio, per esempio. Ventinove ragazzi in calzoncini corti e maglietta gialloblu, domenica scorsa si son rifiutati di salire sul pullman per andare a Fano. Non che ce l’avessero con i marchigiani, Fano è bellina e c’è pure il mare da quelle parti,È ma è che non venivano pagati da luglio, i ragazzi. Seccante.

“Gli uomini si giudicano non da quello che pensano o che dicono di pensare, ma da quello che fanno” , dice Carlo Marx. “La fiducia è bene, il controllo è meglio”. Risponde Vladimiro Lenin.

E i ragazzi del Modena, che di sicuro avranno letto le opere fondanti del pensiero comunista, non sono stati certo lì a credere alle promesse dei “vi pagheremo”, “ma sì”, “intanto giocate, poi vediamo...”

Hanno tenuto duro, come i minatori del Sulcis. Hanno marcato l’avversario, difesa a uomo, di quelle che lo tieni per la maglietta e gliela strappi pure. Come Gentile con Zico nell’Ottantadue, uguale. Il Capitale minaccia il fallimento della squadra, ma non importa, si va avanti. Fino alle estreme conseguenze.

Ora, di mestiere faccio il maestro e a me il contratto è scaduto da dieci anni. Sono dieci anni che provo a dire e a brigare: facciamo uno scioperino, una manifestazioncina! Sostituiamo la bandiera italiana con quella catalana. Oppure, facciamo finta di sequestrare il dirigente che, se glielo chiediamo, sono sicuro che ci sta. Nulla. Mai una volta che qualcuno abbia risposto “ragioniamoci”: lo sai che, se uno ti risponde “ragioniamoci”, ti sta prendendo in giro, ma a me sarebbe andata bene lo stesso, giuro. Oggi vado a casa, tiro fuori
il pallone e riprendo gli allenamenti che ho mollato trent’anni fa, poi chiedo ai Gialloblu di lasciarmi un posto in panchina. Non è per giocare, che la tartaruga è da un po’ che s’è ribaltata. Voglio solo provare l’ebrezza della lotta dura. Perché... se non cambierà, lotta dura sarà!

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