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Le eccellenze di Modena ora diventano un master

Diretto da Emiro Endrighi partirà a gennaio per un massimo di venti studenti Sullo sfondo il progetto dell’Università del gusto a Villa Sorra lanciato da Bottura

MODENA.. «L’Università del gusto a Villa Sorra, tra Modena e Castelfranco, di cui aveva parlato lo chef Massimo Bottura alcuni anni fa? Per me è un auspicio, sarebbe molto utile anche se ricordo che, per quanto riguarda Unimore, al momento l’agroalimentare ha sede a Reggio. Però servono assolutamente giovani manager per portare le nostre eccellenze nei mercati di tutto il mondo». È molto chiaro Emiro Endrighi, docente dell’ateneo e vicepresidente del Polo museale universitario. Per ora quel progetto, per il quale è stato richiesto un finanziamento di 3,7 milioni di euro necessari al restauro di villa e parco Sorra, non è operativo anche se l’Università, rendendosi conto di come il settore sia importante dal punto di vista professionale, ha dato vita al nuovo master di primo livello in “Valorizzazione delle tipicità agroalimentari ed enogastronomiche”. Il professor Endrighi, direttore del master che partirà a gennaio e avrà come coordinatore didattico Patrizia Fava, su Villa Sorra non è in grado di dire di più anche se pare di capire che ne sarebbe entusiasta. «È un progetto molto costoso - si limita a dire il prof. - mentre ho analizzato anche la prossima apertura di Fico a Bologna. Lì non so se ci sarà una collaborazione con i colleghi dell’agroalimentare dell’Alma Mater, ma mi pare che Fico sia più orientato a non disperdere l’evento Expo 2015. I professionisti che usciranno dal nostro master avranno un altro tipo di compito». Agli studenti, già in possesso di una base conoscitiva generale di produzioni e preparazioni agroalimentari, il master fornirà un corpus di competenze di stampo manageriale, inerente le varie attività che concorrono alla valorizzazione: commercializzazione e trasformazione dei prodotto Dop e Igp, comunicazione d’impresa e distribuzione, elaborazione gastronomica e somministrazione, comunicazione istituzionale e gestione dei marchi e delle denominazioni, capacità aggregativa e promozione turistica, capacità esportativa ed espositiva. Saranno ammessi al corso, di durata annuale con conclusione prevista a dicembre 2018, un massimo di 20 studenti che dovranno sostenere un colloquio ed una selezione in base ai titoli, alla certificazione della conoscenza di lingue straniere e ad esperienze professionali nel settore. L’impegno didattico d’aula tra lezioni, workshop e testimonianze sarà di 370 ore mentre 375 ore saranno dedicate allo stage. «Di particolare importanza per la formazione del futuro manager del settore - spiega la prof.ssa Patrizia Fava - sarà il tirocinio, della durata di 375 ore, che consisterà nella messa a punto e realizzazione di un progetto di valorizzazione presso l’azienda od ente ospitante con la supervisione del docente di riferimento». Possono accedere al Master tutti coloro che sono in possesso almeno della laurea triennale o di una laurea del vecchio ordinamento. L’attività didattica si svolgerà a Modena presso il Dipartimento di Scienze della Vita di via Campi 103, nelle giornate di venerdì e sabato, con il tirocinio che sarà svolto tra luglio e novembre 2018. Conclude sul tema il rettore Angelo O. Andrisano: «Tra le eccellenze del territorio, oltre a meccanica e automotive, ceramica e biomedicale c’è sicuramente la filiera agroalimentare con le sue tante tipicità e la sua ricca cultura enogastronomica, rappresentata da chef famosi come Bottura. Unimore non poteva sottrarsi all’esigenza

di dare il suo supporto scientifico e professionale alla valorizzazione delle tipicità agroalimenntari ed enogastronomiche. Per questo abbiamo coinvolto Camera di Commercio, Palatipico e i vari consorzi di tutela e promozione».

Stefano Luppi
 

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