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Donne, il no alla violenza passa anche dalle canzoni

Ricco programma di convegni e iniziative incentrati sul tema della prevenzione Organizzata anche una due giorni a caccia degli stereotipi di genere nella musica

Lavoro e casa, gioco e musica. Sono tanti i luoghi in cui una donna può essere discriminata o subire una violenza. Sono anche gli spazi in cui lei può costruirsi un riscatto con uomini non discriminanti e non violenti. Il Comune ne ha indicati alcuni ieri presentando il cartellone d’iniziative in vista del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un’occasione per riflettere sui problemi (anche) di casa nostra.

«Nessuna donna a Modena può dire di non aver subito violenza», ha denunciato Serena Ballista, presidente dell’Unione donne italiane di Modena, il 4 febbraio 2016. Da allora, cosa è cambiato? Una risposta giungerà il 27 novembre in Camera di Commercio, in cui diverse sigle diranno di essere “Tutti insieme contro” per combattere la violenza nei luoghi di lavoro. I sindacati hanno attivato un progetto per coinvolgere le aziende e osservare i comportamenti all’interno. Non si parla unicamente di parità di stipendi, ma anche di violenze più o meno celate. Senza dimenticare il tema della maternità.

«Ancora oggi ci sono numerose difficoltà con la maternità - ricorda Vittorina Maestroni, rappresentante del Centro documentazione donna - e la soluzione resta sempre la ricerca di un part-time. Le conseguenze riguardano i percorsi lavorativi, le discriminazioni e gli stereotipi». Maestroni interverrà venerdì 3 novembre a Giurisprudenza presentando i risultati di un’indagine qualitativa su maternità e lavoro. Quel giorno saranno illustrati gli esiti dell’indagine qualitativa “Uguali e diverse”, in cui sono state intervistate anche donne migranti a Modena.

E “Quo Vadis Modena?” è la domanda posta sin dal titolo del convegno. Una direzione originale si preannuncia dal laboratorio “Dieci ragazze per me”, coordinato a La Tenda dall’attrice e danzatrice Daina Pignatti. Il titolo è provocatorio: da venerdì 17 a lunedì 27 i partecipanti cercheranno e demoliranno per gioco alcune canzoni celebri contenenti preconcetti. «Molte volte non facciamo caso alle parole che dicono - riflette Pignatti - ma dall’ascolto di queste canzoni può nascere una riflessione. Se si arriva a episodi di violenza è perché ci sono motivazioni che troviamo normali».

L’ultimo atto sarà una rappresentazione davanti all’autostazione venerdì 27 novembre. Quel mese partirà anche il concorso
per le scuole superiori di secondo grado “E io cosa c’entro?”, curato dall’assessorato alle Pari opportunità per il contrasto di ogni stereotipo e forma di discriminazione. «Coinvolgiamo il massimo delle persone con un calendario denso», conclude l'assessore Irene Guadagnini. (g.f.)

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