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Carpi, combatte il male da gioco vivendo la sala scommesse

Jessica Solomita si è laureata: tesi elaborata nel tirocinio alla Sisal di via Cattani Enrico Cavicchioli: «Ora l’ho assunta per aiutare i malati d’azzardo patologici»

Un’esperta contro la ludopatia che spieghi, proprio all’interno della sala scommesse, quali accorgimenti adottare per non finire nel vortice del gioco d’azzardo, per sapere quando è ora di smettere e anche per non spendere troppo.

Questa è l’idea messa in pratica da Enrico Cavicchioli, titolare della sala scommesse Sisal Matchpoint di via Cattani sud 77, insieme a Jessica Solomita, prima tirocinante a ora dipendente di Cavicchioli.

Jessica si è laureata da pochissimi giorni in Scienze Politiche all’università di Bologna con una tesi dal titolo “Analisi e approfondimento sul Gap: osservazione diretta come operatrice in un centro scommesse”. Gap è una sigla che sta per Gioco d’azzardo patologico: una situazione che Cavicchioli vorrebbe prevenire, piuttosto che curarne le conseguenze. Per questo, spera che la sua esperienza, ovvero l’assunzione di una persona specializzata che svolga riunioni con i giocatori spiegando loro quali possono essere gli accorgimenti da adottare per non essere risucchiati dalla spirale della ludopatia, possa fare da apripista per altre sale scommesse.

«Jessica ha svolto sei mesi come tirocinante da me mentre preparava la tesi in Scienze Politiche - racconta Enrico - In questi mesi ha svolto test ai miei clienti, i cui risultati sono stati inseriti nella tesi di laurea. Ora, l’ho assunta come apprendista perché la mia intenzione è quella di dotare la sala scommessa di una figura specifica che aiuti a prevenire il Gap. Nessuno, in Italia, ha mai ragionato sull’introduzione nelle sale scommesse di persone preparate alla prevenzione dei rischi del gioco d’azzardo. E una conseguenza di ciò è che non esiste una figura professionale che la inquadri specificamente: la si può assumere come barista o cassiera. È una difficoltà normativa che intendo superare: io voglio far fare a Jessica un’esperienza per contrastare la ludopatia. Vorrei che il nostro caso fosse da aiuto alle altre sale scommesse. Se ogni sala si impegnasse ad assumere professionisti di questo tipo ci sarebbero meno problemi anche per noi gestori. Le idee sul tavolo sono tante: ad esempio fare delle riunioni con i clienti per evitare che spendano troppi soldi al gioco e, più in generale - prosegue Cavicchioli - gli accorgimenti da adottare per evitare che il gioco d’azzardo diventi un vizio dagli effetti collaterali senza ritorno».

Tra pochi mesi, le sale scommesse diventeranno un luogo da collocare lontano da altri luoghi sensibili. «Questa è una delle iniziative
legislative per combattere il Gap - conclude Cavicchiol, che oltre ad essere titolare da nove anni di una sala scommesse a Carpi, ne gestisce un’altra a Castelnuovo Rangone - Perché, però, non vengono adottate anche altre soluzioni che si propongono di combattere alla radice il problema?»

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