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Cacciati per mail i 127 addetti delle carni a Castelnuovo

Drastica decisione delle due cooperative che lavorano alla Castelfrigo. Esplode la rabbia all’incontro con Susanna Camusso

Castelnuovo, Susanna Camusso incontra i lavoratori di Castelfrigo CASTELNUOVO. L'appello del segretario nazionale di Cgil Susanna Camusso dopo i nuovi licenziamenti a Castelfrigo: "Il Prefetto convochi un tavolo con le cooperative e chi dà lavoro alle coop". La cronaca Video di Gino Esposito

CASTELNUOVO. Non più solo - si fa per dire - 75, ma tutti e 127, ovvero l’intera forza lavoro delle due cooperative. Perché nel giorno dell’arrivo del «capo, quello grande», come ha definito Susanna Camusso il segretario regionale della Flai Umberto Franciosi, è arrivata l’ennesima brutta notizia per i soci-lavoratori delle due coop che lavorano in appalto per la Castelfrigo di Castelnuovo: venerdì sera, una pec inviata ai delegati sindacali annunciava la cessazione dell’attività per entrambe le coop, che significa licenziamento per tutti e 127 i dipendenti una volta che sarà terminato il periodo di conciliazione e trattativa (in tutto 75 giorni) previsto dalla legge.

La novità è emersa ieri pomeriggio, al circolo Arci ex Stazione, proprio davanti al segretario generale della Cgil Susanna Camusso, arrivato a Castelnuovo su richiesta dei lavoratori del settore carni in uno dei momenti più difficili della vertenza. Ma i veri protagonisti dell’incontro sono stati proprio loro, gli addetti della Work Service e della Ilia D.A., che lavorano in appalto per Castelfrigo: un centinaio, quasi tutti stranieri - dal Ghana all’Albania, passando per la Cina - che hanno raccontato la quotidianità del loro lavoro alla Camusso, alla dirigenza della Cgil modenese, a quella locale e nazionale della Flai e a diversi big della politica. In sala (quasi 300 i presenti in tutto) c’erano infatti anche il parlamentare Pd Davide Baruffi, il consigliere regionale Luca Sabattini, il segretario provinciale Davide Fava, la senatrice Mdp Maria Cecilia Guerra e i consiglieri comunali Paolo Trande e Marco Cugusi.

Racconti molto intensi - dall’impossibilità di andare in bagno durante il lavoro alla multa da 40mila euro arrivata dall’Agenzia delle Entrate per irregolarità nel pagamento degli stipendi, che colpisce anche i lavoratori stessi, essendo soci - accompagnati da applausi e slogan contro la Castelfrigo. E se a illustrare la novità della mail che venerdì sera ha annunciato la cessione di attività per entrambe le cooperative è stato il segretario modenese della Flai Marco Bottura, a chiudere l’incontro è stato il segretario Camusso: «Che nel 2017 ci siano dei lavoratori che raccontano di non poter andare in bagno è indecente - ha detto - del resto, la storia che ci raccontate oggi non è certo nuova: è una vecchia storia che si basa sulla volontà di contrapporre i lavoratori, facendo in modo che chi ha meno si metta contro chi ha di più. Un problema vecchio che si chiama anche “appalti al massimo ribasso”, con l’aggravante che siamo in Italia e parliamo di cibo, quindi dovremmo essere l’eccellenza. Ma la qualità del cibo non può prescindere dalla qualità del lavoro».

La Camusso si è quindi rivolta al prefetto di Modena: «Lo invito a chiamare tutti intorno a un tavolo, tenendo conto che gli interlocutori non sono solo le cooperative, ma anche chi alle cooperative dà lavoro». Un discorso che tocca anche la cooperazione: «Vorrei chiamare in causa anche le centrali coop - ha aggiunto il segretario - perché sentir dire che le cooperative in questione non sono associate non mi basta. Questo sistema danneggia tutti, quindi è il sistema delle coop a fare pulizia, o bisogna cambiare le leggi».
 

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