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CorriMutina, un debutto con oltre seimila podisti

Successo della prima edizione della corsa nata dalle ceneri della CorriModena ispirata ai 2.200 anni della città. L’assessore Guerzoni: tradizione da mantenere

Da CorriModena a CorriMutina: il successo è garantito Un abbraccio di oltre 6mila partecipanti per la corsa della rinascita. La CorriMutina 2.200 debutta bene tra le strade di Modena, nel cuore dei modenesi. Non era una missione facile. La prima edizione dell’evento podistico non competitivo disputato ieri ha un doppio testimone impegnativo: la CorriModena e la CorriScuola. Video di Gino Esposito

MODENA Un abbraccio di oltre 6mila partecipanti per la corsa della rinascita. La CorriMutina 2.200 debutta bene tra le strade di Modena, nel cuore dei modenesi. Non era una missione facile. La prima edizione dell’evento podistico non competitivo disputato ieri ha un doppio testimone impegnativo: la CorriModena e la CorriScuola. Due nomi riecheggiati per 37 anni ai piedi della Ghirlandina, ma che sembravano destinati al tramonto lo scorso 11 settembre. Quel giorno, infatti, gli organizzatori decisero di dire basta. La cancellazione della Maratona d’Italia era passato prossimo, il futuro aveva tinte fosche. Un po’ come il cielo di ieri, prima minaccioso, poi contrario. La pioggia non cancella però il divertimento, gli ostacoli non conducono all’oblio. Un lavoro di squadra tra Comune, associazioni e sponsor rimette insieme la macchina, con cilindrata ideale di 2.200 centimetri cubici. Tanti sono gli anni della nostra città. Il numero torna nel nome della manifestazione e non solo. 

n via Emilia Centro, all’angolo con via Farini, ecco in prima fila due centurioni. Sono vestiti con tradizionali abiti romani. Sorreggono scudi, donano sorrisi e offrono una punta di colore in più a un quadro variopinto. Un’opera d’arte collettiva che si muove insieme in modi diversi, sospesa tra passato e futuro. Le scarpe di ginnastica si alternano ai pattini e sono accompagnate talvolta da bastoni di nordic walking o guinzagli. La loro tensione è messa alla prova da cani di età e taglie diverse. Tirano per muoversi, ma devono attendere anche loro le 9,30 per il via. Il gruppo parte e qualcuno approfitta di smartphone per registrare la velocità personale o riprendere il momento e condividerlo subito con gli amici in rete. Una rete con molti nodi si muove in centro. Scuole e gruppi podistici sono il telaio di una vettura con molte componenti. Vi sono atleti unitisi all’ultimo, ritirando i pettorali in piazza Grande, e non iscritti, calamitati dalla marea umana.

Il gruppo di testa scatta come se fosse una gara competitiva, chi è più nelle retrovie corre più piano o marcia, tenendo i figli tra le spalle. Qualche genitore alterna la propulsione delle gambe alla spinta orizzontale di un passeggino e alla presa di un guinzaglio nel contempo. Si viaggia a tre velocità verso piazza Grande, meta di percorsi da 3,5, 7,5 e 13 chilometri. I premiati sono i gruppi più numerosi e le scuole con più partecipanti. Quindici istituti portano cento iscritti o più, tra cartelloni e insegne.

Al traguardo giunge il vessillo della scuola Anna Frank, retta da un’insegnante, accompagnata da una bandiera della pace, sostenuta da una studentessa. Un doppio simbolo per rispondere, seppur indirettamente, alla stupidità degli adesivi incollati allo stadio Olimpico di Roma e ai venti di guerra globali. Un monito per ricordare che la storia può insegnare qualcosa. In piazza Torre alcuni organizzatori di Mutina Boica si travestono da romani e galli per ricordare episodi legati a Spartaco, Annibale e Augusto. Il primo imperatore romano compare nelle medaglie date ai partecipanti. Un cimelio da conservare e magari arricchire con ricordi di edizioni future. «La tradizione della CorriMutina continuerà, il modello verrà mantenuto e abbiamo già qualche idea», garantisce l’assessore allo Sport, Giulio Guerzoni.
 

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